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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo VII - Parte IV PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

- Dunque, finita la trincea e riempitala d’esplosivo, un arciere del Jardin du Bois preparò una freccia incendiaria che avrebbe lanciato da cento passi all’interno della trincea.
Quello che accadde dopo ci trovò abbastanza impreparati. Avevamo costruito ripari per ripararci dai detriti e lì ci stavamo posizionando tutti, meno quel pazzo di Xyfs che continuava a veleggiare intorno alla porta. Mentre ancora qualcuno di noi doveva prendere posizione, un rombo sordo uscì dalle Colonne, come dal centro di esse. Contemporaneamente quella che credemmo una immensa fiammata di un intenso colore bianco con riflessi azzurri si alzò nel cielo disegnando come un giglio. Mentre ci gettavamo a terra per evitare i pericoli dell’esplosione, rimanemmo quasi accecati da quella luce.
Ancora stordito, pensai a Xyfs che stava veleggiando intorno al manufatto. Il terrore di averlo perduto mi fece riaprire gli occhi immediatamente. Mi gettai subito fuori le trincee per soccorrerlo. Lo vidi ancora al suo posto, ovvero a girare intorno, e contemporaneamente udii la sua voce gridare
“L’avevo capito… non poteva essere che così”.
Il tempo di riprendermi dalla sorpresa e, dimenticata ogni prudenza, mi precipitai da lui. Superata la trincea con la polvere che esplode, che nonostante il giglio di fuoco era rimasta intatta, raggiunsi quel pazzo temerario che nel frattempo era ridisceso a terra.
“Come hai fatto a salvarti dall’esplosione?” gli chiesi
“Quale esplosione?” disse lui di rimando
“Forse la gran botta ti ha reso pazzo?” feci io
“Homo, ragiona. Tu sai come io veleggio?”
“Sì, sfruttando la differenza di temperatura dell’aria. Lo hai affermato tu stesso”
“Appunto. E allora ragiona, se quella fiammata fosse stata reale avrebbe riscaldato l’aria in tale maniera da far ritrovare i sauri con la coda nel Mare Grande. No, è stata solo una immagine riflessa di qualcosa accaduto molto distante da qui. Probabilmente nel mondo della Luce o meglio in qualche mondo che la Luce usa come caserma. E poi guardati intorno… vedi segni di esplosione… vedi qualcosa di anormale?”
“In effetti no. E allora cosa può aver provocato quella luce?”
“Cosa sia successo in quel punto terminale di questa via nemica, non so… o meglio non oso pensare, ma in un mondo crudele e basato sull’efficienza i perdenti non sono molto ben accetti e chi sbaglia paga.”
“Addirittura… un intero esercito eliminato perché ha sbagliato? Oddio bisogna aggiungere l’epidemia che aveva colpito i nani”
“Ah, già anche questo. Io non avevo pensato al pericolo di contagio che i nani si portavano dietro. Questo non fa che aumentare le probabilità che io abbia ragione nella mia ipotesi sull’eliminazione dei perdenti.”

- No, non posso pensare che anche l’Impero della Luce sia talmente perverso da uccidere chi sbaglia. E allora che differenza c’è tra i due contendenti? – Inge era rabbrividita al sentire le conclusioni cui erano arrivati i due.
- Purtroppo credo nessuna, amor mio. D’altronde erano due potenze, e ambedue volevano colonizzare la Terra. Che differenza c’è per uno schiavo tra due padroni? Sempre schiavo è. Uno userebbe la frusta piccola e l’altro la frusta grande? Sempre una frusta viene usata per chi è succube. – sembrava filosofeggiare Augusto.
- Vero, solo la libertà è ciò che conta. E va difesa a costo della vita. – quasi ispirata e guardando trasognata il suo uomo disse Inge.
- Ehi, accidenti! La mia donna con propositi da eroina… - commentò lui nel chinarsi per baciarla e carezzarle il viso – Inge, c’è tempo per morire. Prima bisogna saper lottare per vincere… - il silenzio accompagnò per alcuni attimi lo sguardo di passione dei due giovani - …ti stavo raccontando dell’azione presso le Colonne Luminose. Allora…


Mi guardai intorno, il terreno era perfettamente uguale a quello al di là della trincea; non un segno della minima bruciatura o di qualcosa che riportasse all’esplosione. Ma, sopra tutto non un segno di eventuali fondamenta delle Colonne Luminose. Non mi chiesi oltre il perché e, felice dello scampato pericolo del mio compagno, diedi ordine di recuperare la polvere dalla trincea.
“Fermo, non toccare alcunché” urlò Xyfs e si mise subito a discutere nel loro dialetto fatto di sibili con gli altri draghi presenti.
Dopo quella che sembrò una eternità si rivolse di nuovo a me e disse:
“Dobbiamo fare in modo di creare un semicubo intorno al luogo dove sono posizionate le Colonne. La misura del quadrato formato dalle trincee dovrebbe bastare, bisogna creare una profondità pari a metà di questa misura, pari a metà di quella già inserita nella trincea, ma questa volta non in maniera che esploda verso l’interno bensì in profondità.-
“Va bene” gli risposi io, roso da un dubbio su quel comportamento “Farò fare quello che vuoi; ma cerca di darmi una spiegazione logica e comprensibile al più presto” aggiunsi e non ti nego, amore, che in quel momento stavo dubitando assai delle capacità intellettuali di Xyfs.


Inge non pronunciava parola. I suoi occhi erano vivi ed attenti a quanto le stavo dicendo Augusto. Cercava di capire, di darsi una spiegazione anche lei come probabilmente aveva fatto lui in quei momenti.

Con una calma che quasi mi irritò, mi rispose:
“Io e gli altri sauri abbiamo concluso che questo è l’unico punto di contatto possibile tra quel mondo dell’Impero della Luce ed il nostro. Bada bene quel mondo specifico e non altri. Ma tendiamo a pensare che, essendo con molta probabilità un mondo caserma, sia l’unico punto di contatto tra noi e loro. Inoltre non sappiamo, perché non abbiamo avuto tempo a sufficienza per studiare al meglio il manufatto, se ci troviamo in due dimensioni differenti, ossia se i nostri mondi facciano parte dello stesso Universo, oppure quel congegno sia un semplice trasporto di cose ed individui da un posto all’altro della stessa dimensione. Un attimo che cerco di spiegarti velocemente il senso di dimensione. Da molto l’Accademia delle Scienze della Razza sta studiando al possibilità della esistenza di mondi paralleli su più Universi distinti. Al momento questa ipotesi va scartata come non plausibile e per questo chi sta qui tende a scartare la prima delle due ipotesi precedenti. Anche io la scarto come difficilmente plausibile, ma di questo parleremo eventualmente in altra occasione. Quello che rimane valido in questo caso è il quesito se distruggere o conservare la possibilità di questa porta spazio-temporale pur distruggendone il collegamento. Siamo dell’idea che convenga comunque mantenere una possibilità di contatto con mondi lontani, anche se impedendone l’utilizzo ad altri. Una specie di porta che possiamo utilizzare solo noi nel momento che le daremo l’assetto originario. La estrema instabilità di collegamenti come questo viene chiaramente dimostrata che sia la Luce che la Tenebra ne hanno solo uno sul pianeta. Non pensi che se fosse possibile ne utilizzerebbero diversi? Più facilità di trasporto, più velocità di rifornimento, minore pericolo di vedere interrotto per un motivo qualsiasi il collegamento tra i due mondi. Mi segui? Bene, allora perché se fosse così facile collegarsi tra due mondi, non ne hanno fatti molti di collegamenti? Quindi è difficile, anzi difficilissimo. Con ogni probabilità c’è un solo punto di connessione possibile tra due mondi ed è particolarmente piccolo, probabilmente infinitesimale. Da ciò, ossia da questo ragionamento, se noi sfasiamo anche di una piccolissima frazione di spazio la porta questa non funzionerà più. Ma anche noi ci precluderemmo la possibilità di usarla in altra occasione… e questo spreco, diciamo, a noi draghi da molto fastidio. Chissà mai se ci dovesse servire? Allora fidando sulla tua ipotesi che le truppe passate dall’altra parte siano state eliminate per paura della terribile epidemia, possiamo tranquillamente ipotizzare che per molto tempo se non per sempre questo collegamento o più probabilmente questo mondo non sarà più usato dalla Luce. Noi dobbiamo poter utilizzare questa risorsa insperata lasciataci dal nemico, perché anche la Luce è venuta qui a volerci fare schiavi. Sigillare la porta senza variarne le coordinate di spazio, ci esporrebbe al pericolo di un riutilizzo da parte del nemico. Uno spostamento della stessa, prendendo la precauzione di poterla riutilizzare da parte nostra, è la soluzione. Ma come fare? Ed ecco l’idea più grande del sauro capocenturia Izzs. Creare intorno alla porta un cubo perfetto con al centro perfetto la stessa, avvolgerla in esso e fare sprofondare di una qualche decina di unità di spazio la stessa per renderla inutilizzabile. Quando ci servirà, basterà rialzare il terreno sottostante delle stesse unità di spazio ed ecco che la porta ci potrà tornare utile. Semplice direi”
Non avevo capito quasi nulla, ma l’idea non so perché mi sembrava buona e i sibili di felicità dei draghi mi davano ulteriore sicurezza.
“Se lo dite voi… puoi spiegarmi cosa dobbiamo fare noi poveri umani ignoranti?”
“Seguite le istruzioni di Izzs e tutto andrà per il meglio. Ma attenti a non sbagliare le dimensioni della capsula all’intorno”
“Bene… ma puoi spiegarmi come avete fatto a stabilire quali siano le dimensioni giuste?”
“Troppo lungo adesso. Magari quando ci troveremo a fare lo stesso con i Portali Oscuri, te lo spiegherò meglio. Ora richiederebbe troppo tempo dai retta a me, fidati… siamo alleati e lo sai… i draghi non tradiscono gli alleati.”


- Per il Signore, Augusto. Avrei voluto essere lì con te. – esplose Inge.
- Anche io ti avrei voluto al mio fianco. Questo lo sai bene. Vieni, ho voglia di baciarti… Accidenti, a forza di narrare si è fatta l’alba. E’ ora di tornare ai nostri compiti. Dammi i tuoi colori affinché li porti al braccio stamani in battaglia. –
- Eccoli mio principe. E tu dammi i tuoi. –
- Le prime luci dell’alba si alzarono sul gesto dei giovani che si scambiavano i fazzoletti di seta da collo e si li legavano al braccio.

 
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