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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo VII - Parte III PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

- Xyfs, non so perché ma, nonostante un rapporto di forze di quattro a uno in favore del nemico, sento che domani il sole vedrà la nostra vittoria. –
- E se non la vedrà, insieme a noi gran parte dei nostri nemici non potrà vedere il sorgere del nuovo sole, Augusto – quasi ruggì in risposta il drago.
Insieme stavano passando in rivista gli eserciti alleati. Il loro passaggio era salutato dalle truppe con il nuovo grido di battaglia: - Per la Terra! – . Era il saluto che gli eserciti alleati rivolgevano ai loro comandanti sul campo: Augusto, principe erede al trono dell’Umanità, di quello degli uomini; Xyfs, consigliere per la superficie del consiglio della Razza, di quello dei draghi.
Nessuno sembrava poter dormire quella notte. L’eccitazione era la padrona assoluta. Qualcosa di diverso si stava impadronendo del principe Augusto. Si avvicinava il momento di visitare il campo che ospitava gli attendamenti dell’esercito del Weisswald. Il suo compagno notava la smania che andava prendendo l’uomo e ritornava con la mente alle serate passate con lui intorno ai fuochi dei bivacchi durante le missioni compiute. Una noia indicibile! Era stato un continuo sentirsi narrare di quella futura compagna della sua vita. Solo per amicizia e buona educazione non aveva interrotto quelle noiose elucubrazioni.
E poi doveva qualcosa a quell’uomo: gli aveva salvato la vita quando un consistente gruppo nemico li aveva sorpresi nell’attraversamento di un passo montano durante un trasferimento.

Mentre il principe con i due servitori stava seguendo le tracce di un cervo ferito per farne la cena di quella sera, lui era completamente assorto nel tentativo di escogitare un nuovo e più efficiente sistema di lancio per le palle di fuoco dei sauri.
Solo il senso di autodifesa, sviluppato in anni di escursioni solitarie sulla superficie, gli aveva permesso di avvertire, sebbene all’ultimo momento, l’avvicinarsi furtivo di quattro orchi assassini. Alzarsi, impugnare l’ascia bipenne e porsi in posizione di difesa era stato un tutt’uno. Ma non aveva ancora assimilato l’idea che solo quattro avversari lo contrastavano, che dalle rocce ad una trentina di passi da lui spuntarono almeno altri cinquanta orchi. Cominciò a far lavorare la sua arma sbarazzandosi di due dei primi assalitori. Non potendo alzarsi però da terra, già pensava di dover visitare quanto prima il Grande Sauro.
Un urlo riempì l’aria e tre figure d’homi caricarono gli orchi alle spalle facendone scempio. Questo ridette fiato alle speranze di Xyfs. La sua ascia sembrava lanciare un grido di guerra terribile: “ho sete di sangue”. E ne bevve a sazietà se alla fine dello scontro non un orco rimase vivo di tutta la banda che aveva teso l’agguato.


Non ringraziò Augusto, in guerra è un preciso dovere aiutare un compagno in difficoltà. Dentro di sé, però, sapeva di aver contratto un debito d’onore. Si compiaceva di pensare che un’infinitesima parte di quel debito poteva essere saldata ascoltando pazientemente ed in silenzio i noiosi voli pindarici del suo compagno. Una cosa gli era rimasta nella sua curiosità di drago: si andava domandando quanto mai interessante potesse essere questa fanciulla che aveva ammaliato il suo ompagno d’armi.
Finalmente i fuochi dei bivacchi del Weisswald.


Al di là della prima linea di sentinelle uno speciale comitato di ricevimento attendeva i due. Una raggiante Inge era accompagnata dai Paladini Sirwilm e Diego e dal comandante dell’esercito del Weisswald, il generale Rungie. Quest’ultimo salutò i due ospiti.
- Consigliere, benvenuto tra noi. Principe, le donne e gli uomini del Weisswald sono orgogliosi di avervi come loro guida nella battaglia di domani. Affido immediatamente nelle vostre mani il comando dell’esercito e vi prego di considerarmi da subito ai vostri ordini. –
- Grazie, generale Rungie. Vogliate precederci insieme al consigliere Xyfs presso la tenda comando. Vi raggiungeremo quanto prima dopo aver scambiato qualche parola in privato con i nostri amici. –
- Come comandate, altezza. – il generale e Xyfs si allontanarono nel buio.

- Amici Paladini, non offendetevi se dopo avervi rinfraziato per la perfetta esecuzione del piano del vecchio drago, vi chiederò di raggiungere anche voi la tenda comando. Ma… con passo più lento, amici… molto lento, mi raccomando. –
- Ah, beata gioventù. Si dice così, fratello? – scherzò Diego.
- Credo di sì, fratello. Pensi che la velocità della lumaca sia eccessiva? – rispose Sirwilm e, preso sottobraccio l’altro paladino, si avviò verso l’interno dell’accampamento.



- Hai dimenticato la mia richiesta? –
- Non ho vissuto che per questo giorno! –
I due incuranti di eventuali sguardi indiscreti delle sentinelle, si allacciarono in un lungo bacio riparatore del tempo perduto. Gli uomini e le donne di guardia si lanciarono sguardi complici, ma volsero l’attenzione verso l’orda incombente per cortesia e per dovere.
- Dopo la riunione alla tenda comando dovrò completare il mio giro d’ispezione. Aspetta il mio ritorno; ci sarà tempo di parlare prima di porre mano alle armi. Ora avviamoci alla riunione, non facciamo attendere più di tanto quella brava gente. – disse circondandola in un abbraccio Augusto, poi improvvisamente si mise a ridere – Voglio proprio vedere una cosa, se è come penso… povero Xyfs –

Dopo quella che agli altri era sembrata una eternità e a loro un misero attimo, arrivarono alla tenda.
- Eccoci a voi, infine. Vedo che ho mal pensato nei vostri confronti mio caro Rungie. Avete rialzato almeno di un paio di metri il soffitto della tenda comando. Mi inchino alla vostra intuizione che dimostra la vostra abilità nel comando: si devono prevedere tutte le variabili sul campo di battaglia, anche quelle a cui la maggior parte degli altri non penserebbe mai. – c’era rispetto nella voce del principe – Xyfs, hai apprezzato il gesto del generale che ha fatto rialzare la tenda per permettere anche un tuo confortevole soggiorno? Pensa che già ti vedevo piegato in due a soffrire le pene dell’inferno. Ah, ah, ah –
- Pensi che non lo avessi temuto anche io? Già prevedevo un mal di schiena incredibile… non sai che paura avevo addosso anche se non ne facevo cenno –

- Ecco che hanno dimostrato a tutti che il ruolo di comandanti delle truppe sul campo per domani non è usurpato ma meritato – sussurrò Diego all’orecchio di un Sirwilm orgoglioso del suo allievo.


- Poi, quando l’ultimo della Luce fu passato, insieme a Xyfs demmo ordine che i genieri scavassero una trincea intorno alle Colonne Luminose e la riempissero della polvere che esplode dei draghi. Il timore di accostarsi era forte; io stesso non morivo certamente dalla voglia di essere eventualmente risucchiato. Al contrario Xyfs volava intorno al portale sino all’ultimo minuto nel tentativo, diceva, di capire come funzionasse quello che chiamava “il coso”. Sono costretto ad ammettere la superiorità tecnica della Razza. Questo suo comportamento non è personale né isolato. I draghi, che lo accompagnavano, a stento e solo per disciplina frenavano il desiderio di andare a smontare pezzo per pezzo quel marchingegno per poterlo poi studiare. A proposito sai che è di Xyfs l’idea del “fuoco senza fiamma”? Oh, scusa sto divagando. –

Inge e il principe sedevano sotto un albero appena dietro l’accampamento; lui con le spalle contro il tronco, lei di fronte a lui carponi con i pugni sotto il mento nell’atteggiamento dello scolaro che ascolta il maestro.

 
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