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di Angelo De Silvestri
- Maestà, Altezza reale, Delegati, la proposta del Consigliere Ydzz mi costringe ad informarvi in maniera affrettata su qualcosa che necessita di tempo per essere assimilata nella giusta luce. –
Gli uomini presenti non mostravano segni di comprensione e di incoraggiamento.
- Pur tuttavia, sento che devo – proseguì ignorando quel clima freddo ed imbarazzato. – Un gruppo di cavalieri erranti, precisamente dodici, forma una specie di società segreta, sorta secoli orsono, per difendere i valori dell’Antico Codice e gli interessi dell’Umanità sulla Terra. Essa è denominata il Cerchio e i dodici componenti si sono definiti i Paladini. Essi hanno diviso gli interessi della Comunità Umana in dodici settori, ognuno dei quali è sotto il controllo di un Paladino che per questo è chiamato Acuto come l’angolo risultante dalla divisione in dodici parti dell’angolo giro che rappresenta la globalità degli interessi della razza umana. – gli umani in assemblea erano come rapiti da queste rivelazioni. – Io stesso ne faccio parte e sono l’Acuto delle Rocce – mai in vita sua aveva faticato tanto nell’arte di dire e non dire… ma, sì in fondo la verità andava detta almeno a sé stessi… mai aveva faticato tanto a mentire… - Però! – esclamò il re, rompendo il gelido silenzio creatosi nella sala. – Non sapevamo di essere sotto tutela. Questo ci consola nel sapere che a eventuali nostri sbagli, per il bene dell’Umanità, verrà posto rimedio da questi cavalieri. – rise e con lui la parte umana dell’assemblea. - Sicuramente non sbaglieremo, in quanto confortati dal parere dei nostri alleati draghi… - e qui rivolse un inchino del capo ai suoi ospiti - nell’essere d’accordo con gli stessi nel dare a questi uomini così virtuosi il delicato comando delle avanguardie dell’esercito della… ebbene, signori, mai come in questo caso lo possiamo dire… della Terra – L’Assemblea tutta, uomini e draghi, si levò in un assordante applauso all’accenno della nuova alleanza. Nel rivolgere un eguale inchino del capo verso l’umano in segno di ringraziamento ed approvazione delle sue parole, Ydzz lanciò un ulteriore pensiero all’elfo che ancora sudava per l’imbarazzo provato: “Visto? Tutto come previsto! A questi homi piacciono le storie a lieto fine, specie se confezionate ad arte per la loro ignoranza. Appena puoi raduna i tuoi compagni e avvisali di quanto successo e rendili pronti a comandare le falangi dei valorosi”.
La riunione era finita, altre decisioni anche gravi e pesanti erano state prese. I presenti uscirono dalla sala nel cortile del Castello. Subito si riunirono in gruppi per scambiarsi pareri su cosa fosse stato deciso. Gli uomini da una parte, i draghi dall’altra. Gli uomini non avevano del tutto abbandonato la diffidenza nei confronti dei loro nuovi alleati; i draghi non sembravano interessarsi a ciò, più concretamente pensavano solo al pericolo incombente. - Mio buon principe, non vi sembri troppo duro il nostro piano – Xyfs si era appartato con il giovane Augusto in un angolo del cortile. – Sarebbe solo pietismo. Per la vittoria si possono accettare compromessi, per la sopravvivenza si devono. Non credete anche voi? – - Già, caro consigliere. Imparare ad essere un buon re significa apprendere anche questo, perché lo si fa per il bene del popolo che ha affidato a te il suo destino. Una cosa oggi ho definitivamente imparato, però, e ve la posso dire; mi ero sempre chiesto da dove derivasse il nostro concetto del vocabolo “draconiano” assonante con drago e inteso come severo e spietato. Oggi l’ho capito… e molto bene, direi. – - Ah, allora non ci avete abbinato solo a concetti frivoli e di fantasia, bensì anche ai complimenti. Bene, bene questo mi fa felice. – disse il consigliere allontanandosi caracollando con quella che somigliava molto ad una espressione soddisfatta.
Il principe Augusto rimase talmente sbalordito da questa reazione, che non ebbe il coraggio di disilludere il suo nuovo amico. Mentre si doleva di ciò, vide Ydzz che gli si avvicinava con la chiara intenzione di parlargli. - Non ci fate caso, Xyfs è troppo giovane per capire che razze diverse hanno sentimenti e canoni morali diversi. Ha solo centrotre dei vostri anni, con l’aiuto del Supremo crescerà e capirà. Oh, se capirà… o forse non ce ne sarà bisogno se torna Thera. A proposito congratulazioni, l’homo di sesso femminile che vi siete scelto è sicuramente all’altezza di divenire la regina dell’Umanità. Sano e culturalmente preparato, coniuga perfettamente le qualità di buon guerriero con quelle di buon pensatore. Forse un po’ emotivo, ma d’altro canto è un homo. Un’ottima fattrice, inoltre. – - Veramente non correrei tanto. – - A parole! La vostra mente sa che ho centrato la verità. – Ambedue sorrisero alla battuta del drago. Ydzz accompagnò quelle parole con un gesto umano di cameratismo. Allungò la sua mano ungolata e dette un minimo colpo sulla spalla del principe. Minimo per un drago, se il pensiero del principe fu “Accidenti che botta”, mentre quasi perdeva l’equilibrio. Stava per ribattere o meglio per magnificare la sua donna, quando un melodioso sibilo riempì l’aria. I draghi si fecero silenziosi ed attenti, gli uomini, pur nella maggioranza non capendo cosa stesse succedendo ma intuendo un qualcosa di importante, si fermarono tutti. Augusto e Sirwilm iniziarono ad agitarsi. Poi, mal celando la tensione, tutti i presenti volsero lo sguardo verso Ydzz, che con voce possente e calma si rivolse a tutti. - I nani, o meglio quanto ne rimane, stanno abbandonando i Valloni e si spostano alle Colonne Luminose. La Luce sta lasciando la Terra, definitivamente, abbandonandola nelle loro intenzioni alle forze della Tenebra. Come previsto, siamo rimasti soli. Il destino della Terra è ora solo nelle nostre mani. –
Battendo i pugni contro gli scudi appesi al loro petto, i draghi esplosero in un grido – PER LA TERRA! – Ad essi risposero gli uomini battendo le spade contro gli scudi – PER LA TERRA! – Spaventati dal rombo delle voci e dal rumore delle armi, gli uccelli ospiti dei tetti del castello spiccarono il volo. Senza una parola i draghi presero il volo in perfetto ordine e il cielo si oscurò delle loro masse. Senza una parola gli uomini corsero ai loro cavalli per raggiungere le truppe e i posti di comando. Avvicinandolo a sé con un braccio intorno alle spalle, re Leandro si rivolse al figlio – E’ iniziata la guerra per l’indipendenza. Speriamo che i Terrestri ne siano degni e possano vincerla. Vai ai tuoi alloggi di guerra con Sirwilm, non prima di aver salutato tua madre. Io ti seguirò appena possibile. –
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