|
di Angelo De Silvestri
- Padre, pensate che sia possibile che uomini e draghi possano combattere insieme? Sarà possibile passare su infiniti anni di guerra reciproca? - - Vedremo; starà a noi gente del potere farne capire l’utilità a generali e truppe. Questa volta non c’è solo utilità, ma anche necessità… credi a me – rispose re Leandro; poi proseguì tra il serio e il faceto – Quanto al tuo ruolo in questa vicenda, Augusto, come primo compito hai quello di accogliere la delegazione dragoniana. Il caso ha voluto che tra tanti rappresentanti dell’Umanità, a cui potevano rivolgersi, hanno scelto proprio te e il Signore solo sa perché abbiano avuto questa balzana idea. Ma tant’è… il danno ormai è fatto e non posso neanche prendermela con te questa volta. Dicevo che tu ai loro occhi rappresenti il contatto e sarebbe enorme scortesia sconfessare così apertamente la loro scellerata scelta… - padre e figlio si unirono in una sonora risata, che fu immediatamente smorzata nelle menti di entrambi dall’urgenza della situazione - …Alla preparazione della Sala per la Conferenza penseremo noi stessi. Uhmm, hai detto che saranno sette più il capocenturia? Bene, se le dimensioni sono quelle che ricordo, ho proprio idea che staremo un po’ stretti… stretti ma ci staremo tutti e poi… non è il caso di fare tante storie, semmai sarà il caso di fare la Storia. – e si allontanò sorridendo perché in cuor suo era contento di aver mantenuto il senso dell’umorismo nonostante la situazione.
Nel mentre si allontanava, continuava a domandarsi perché nel messaggio, consegnatogli personalmente dal capocenturia, i draghi chiedessero espressamente la presenza di Sirwilm. Il figlio lo aveva messo a parte dello strano incontro da lui avuto nel Weissland e sulla presunta amicizia tra il cavaliere ed il consigliere anziano dragoniano, vero. Ma c’era qualcosa che non tornava nella mente del re, c’era qualcosa che gli sfuggiva. I draghi erano estremamente formali ed il comportamento del semplice capocenturia aveva rafforzato in lui l’idea. E allora perché mai, un semplice istruttore, per quanto di elevate e riconosciute capacità, poteva anzi doveva essere ammesso all’interno di una riunione così importante come quella che si accingevano a svolgere? Non mancava molto a che la sua curiosità fosse soddisfatta, ma per lui qualsiasi cosa lasciata in sospeso era come un errore e riusciva a tormentarlo sino a che non si fosse risolta. Per carità, troppo importante era il momento perché lui si ponesse il dubbio se accogliere o meno l’istruttore di suo figlio all’interno di una riunione anche se segreta ed importante. Gli uomini avevano bisogno dei draghi… di questo era sicuro, tanto quanto in cuor suo immaginava che i draghi avessero bisogno degli uomini. Si era sicuramente ad un bivio tremendo nella Storia della Terra: le forze della Tenebra non dovevano trionfare in quella battaglia o le due specie non sarebbero sopravvissute alla sconfitta. Sì, questo lui lo aveva capito e, fortunatamente, lo avevano capito anche quei lucertoloni cresciuti troppo.
La preparazione della sala era stata appena ultimata, quando il rumore proveniente dal cortile avvisò tutti dell’arrivo dei draghi. Un senso di disagio colse i presenti: come ci si doveva comportare? Per la prima volta, a memoria umana, uomini e draghi sedevano intorno allo stesso tavolo e, per giunta, da possibili alleati! Gli uomini si disposero ad attendere i loro ospiti nelle uniformi di guerra e così non furono sorpresi, e semmai lo furono piacevolmente, quando entrarono i draghi in pieno assetto da combattimento.
- Consiglieri, siate i benvenuti… se venite in pace… nella sala della Grande Adunanza dell’Umanità. – la voce del re si alzò stentorea nella sala. - Grazie, Maestà. Evitiamo convenevoli ed andiamo tuti al sodo – Ydzz mostrò subito chi fosse il più alto in grado tra i draghi – La situazione richiede decisioni veloci – - Ben detto, Consigliere – da fine diplomatico riuscì ad evitare di dare alla voce quel senso di sollievo che gli girava nella testa al pensiero di aver evitato almeno una volta tutti gli stupidi convenevoli del cerimoniale. – Crediamo che conosciate la situazione come noi. Dunque la nostra intenzione era quella di affrontare le orde della Tenebra in campo aperto nei pressi dell’intersezione dei fiumi Greenriver e Tabro. – - D’accordo la posizione in prossimità di alture favorisce anche l’intervento delle nostre centurie – confermò Ydzz, mostrando una sorprendete e approfondita conoscenza del territorio – Chi comanderà le avanguardie degli eserciti? –
Se i draghi non mostrarono cenni di sorpresa, altrettanto non si potette dire per gli umani presenti nella sala. - Come? – Re Leandro era sinceramente sorpreso; nella fretta in cui aveva preparato l’incontro aveva dimenticato proprio quell’aspetto fondamentale di coordinamento. Ma non si era re, riconosciuto ed amato da tutti, senza un motivo e si riprese immediatamente dall’imbarazzo, inventando una bugia credibile. – E’ una questione troppo importante per deciderla senza il parere e l’assenso degli alleati. – sorrise a sé stesso per aver dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, sangue freddo eccezionale e abilità diplomatica. - Balle, solo un banale scrupolo da homi – lo gelò Ydzz, riscuotendo un sibilo di assenso dai suoi compagni – Propongo senz’altro un gruppo di cavalieri di sicuro affidamento: gli Acuti o, meglio, i Paladini. – e tacque per godersi appieno gli effetti della sua proposta, mentre pensava “l’arte della diplomazia, mio caro Leandro, è anche quella di sbalordire i propri avversari con una proposta spiazzante… specie se gli altri non sanno di cosa si parli” - I chi? – Re Leandro, questa volta, non cercò neanche di nascondere la propria sorpresa. “Acuti? Paladini?” la domanda rimbalzava nella parte della sala che era stata riservata agli umani. Ma la risposta era sempre la stessa: un alzata di spalle e una smorfia di ignoranza. Nessuno di loro sapeva… nessuno poteva sapere.
Sirwilm, che era sobbalzato sul suo seggio all’affermazione di Ydzz, stava valutando la situazione. Tacere, a quel punto, non poteva, il drago lo aveva costretto ad uscire allo scoperto. Si domandava quanto dovesse, o meglio potesse, dire sulla sua organizzazione senza l’assenso degli altri paladini e quello dell’Alto Comando della Luce. Mentre quel tormento lo stava dilaniando, una voce si fece pressante nella sua mente: “Sirwilm, ohé Sirwilm mi stai sentendo? Sono Ydzz, prestami un attimo di attenzione. Non c’è bisogno che tu sveli tutta la vera storia di voi elfi al servizio dell’Impero della Luce e del perché vi abbiano mandato qui a fare la balia a questi bravi, ma stupidi homi. No, non lo capirebbero neppure, stanne certo. Si sentirebbero solo traditi nella loro buonafede. Taci sulle cose veramente importanti che è meglio che rimangano segrete, metti su una storia di quelle lacrimevoli di un gruppo al servizio della loro Umanità. Saranno orgogliosi che tale gruppo esista tra di loro, saranno doppiamente felici all’idea che avranno il comando delle avanguardie… saranno felici della loro ignoranza, perché questa è la loro felicità: essere tranquilli e sicuri di sé stessi nelle loro false idee. Lo sai bene anche tu e con te i tuoi colleghi elfi: l’uomo è veramente contento solo nella ignoranza, quando non sa non si crea problematiche e a questo lui aspira… non avere problemi. Per questo l’uomo comune cerca in ogni modo di nascondersi la verità… per non prendere una decisione sulla cosa. Va, stai tranquillo. Dì loro qualcosa che li renda felici, ma che evidenzi la necessità di affidarsi nelle vostre mani” “Hai ragione Ydzz. Ma lasciami dire che ti avevo sottovalutato. Tremendamente sottovalutato ed ora… come giusto… ne pago le conseguenze. Ti ringrazio, vecchio amico, di darmi una penitenza se non altro lieve” “Ah, guarda che non lo faccio certo per te” e semmai un pensiero avesse potuto esprimere un sorriso, quello lo espresse “Lo faccio anche per la Razza e questi homi ci sono tremendamente necessari a respingere la minaccia che viene da fuori”. Inviando nuovamente un pensiero grato a quel vecchio sauro, Sirwilm si alzò tra la sorpresa degli uomini presenti.
|