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di Angelo De Silvestri
I cavalli sono animali sensibili e quasi intuiscono le emozioni dei loro padroni. A questa regola non sfuggivano i cavalli di Augusto e del suo piccolo seguito, mentre attendevano di essere montati dai loro cavalieri nella corte del palazzo del Governatorato di Weisswald. Sirwilm e i due scudieri vicino alle bestie, il governatore e signora sulla porta del Palazzo attendevano che i due giovani che si tenevano per mano ai piedi della scalinata finissero di salutarsi. I due erano tremendamente emozionati ed impacciati, coscienti come erano di tutti quegli occhi che li stavano guardando e… giudicando. - Sul campo di battaglia voglio il tuo destriero accanto al mio – le seppe solo dire il giovane nel baciarle la mano. Poi, mentre la ragazza risaliva la scala per raggiungere il padre, si volse con decisione e fece cenno a Sirwilm e ai suoi due scudieri di portargli il cavallo. Il piccolo gruppo si allontanò mettendo i cavalli subito al galoppo appena fuori del Palazzo.
- Signori, la situazione è più grave di quanto da me comunicato a messer Helgg. Le truppe orchesche, in unione a rinnegati umani, stanno premendo sulle provincie di Sierra Antigua e Sturmland. In quella di Eagle’s Rock, l’attacco orchesco è stato sventato solo grazie ad un colpo di fortuna. L’allarme è stato lanciato per puro caso e appena in tempo per poter organizzare un agguato che ha annientato completamente l’esercito invasore. La flotta avvisa che convogli navali della Tenebra sono stati annientati grazie alla vigilanza armata della stessa già in atto da alcune settimane. Pensate alla gravità della situazione se mio padre osa pensare che questa volta sarebbe addirittura necessario e benvenuto un aiuto da parte dei draghi. – I suoi accompagnatori, pur nella gravità del momento, non riuscirono, a trattenere un sorriso. Sirwilm perché pensava all’incontro della notte precedente, i due servitori perché pensavano ad una facezia del loro re. Mentre i cavalieri incitavano le cavalcature a dare il massimo, i corni dell’allarme risuonarono dalle torri di Wondergarten, subitamente ripresi dalle torri di guardia sparse nel Weissland. La provincia rispondeva all’appello del re, gli uomini erano chiamati ad una nuova battaglia. Ancora una volta si doveva pagare un tributo di sangue alla volontà di essere liberi.
- Siete sicuro, Sirwilm, che i draghi riescano a mobilitarsi in tempo? Sembrano di una lentezza scoraggiante, goffi come sono nei movimenti a terra. Sul fatto che si mobilitino, non posso dirti perché, ma sono sicuro che lo facciano. Sembrano animati da una volontà unica. Questa volta la loro presenza sarà fondamentale… ha ragione mio padre, pur nella sua inconsapevolezza di quanto accaduto a Weisswald – - Se hanno assicurato la loro presenza, altezza, ci saranno. – tagliò corto il paladino. I cavalli erano stremati, dall’ultimo cambio erano passate ormai sei ore e quasi tutte al galoppo. I loro cavalieri avevano concesso agli animali solo alcuni minuti di riposo e pochi altri di un passo minore. Ormai erano a poche leghe da Castello di Pianofelice. Se re Leandro aveva chiesto rapidità, questo era il massimo che il gruppo potesse fare senza uccidere quei poveri cavalli. Dalla cima della collina davanti allora, si sarebbe potuto vedere finalmente la residenza reale. Qualcosa del paesaggio non convinceva il principe, che portò la mano alla sua spada. Si rese conto che anche i suoi accompagnatori avevano preso la medesima precauzione. Improvvisamente un macigno sulla destra della strada si animò e apparve come dal nulla un drago in pieno assetto da combattimento, ascia bipenne al fianco e scudo di cuoio sul petto. Sirwilm ed il principe fecero appena in tempo a bloccare l’assalto dei due scudieri. - Che la Forza della Giustizia sia con voi homi, vengo in pace. Sono il capocenturia Sazz. Ho l’ordine da parte del mio consigliere Xyfs di informare Sirwilm, che riconosco dalla figura più scura, che la Razza è pronta e che i suoi consiglieri sono pronti alla Conferenza dell’Alleanza. – - Capocenturia, la vostra mimetizzazione era perfetta. Siamo il principe Augusto erede al trono del Regno e il silenzio del mio istruttore Sirwilm e il nostro intervento diretto non vi sembri una mancanza di rispetto nei vostri confronti, ma la logica conseguenza di un rispetto del rango. – - Saluto con rispetto la vostra persona, altezza. Il fatto che voi siate presente, e che mi rispondiate direttamente, non può che rallegrarmi. Questo non potrà che accelerare i tempi della trasmissione del messaggio. – rispose con disarmante franchezza e invidiabile senso del realismo il drago. - La notizia che ci portate ci riempie di gioia. Per accelerare ulteriormente i tempi, ci facciamo garanti della volontà di nostro padre e di quella dei rappresentanti dell’Adunanza Umana. Tornate, quindi, immediatamente ed invitate i Consiglieri a raggiungerci al Castello di Pianofelice. – - Non c’è bisogno di perdere tanto tempo, altezza. – disse Sazz non senza l’accenno di un ghigno che somigliava troppo ad un sorriso di condiscendenza. Estratte due corde con delle sfere forate dalla sua cintura, si mise a ruotarle nell’aria. Da loro uscì un sibilo melodioso. Dopo pochi secondi, un sibilo rispose in lontananza a quello lanciato dal capocenturia, che iniziò a riporre con cura, ghignando, il suo mezzo di comunicazione. “Ecco spiegata la rapidità dell’allarme lanciato da Ydzz e Xyfs” pensò Sirwilm. - Correte avanti e avvisate mio padre di tenersi pronto ad una conferenza con il Consiglio della Razza. Passando avvisate le sentinelle di non allarmarsi alla vista del nostro inconsueto compagno. Rimarrò con Sirwilm ad attendere il capocenturia. – I due servitori, abituati ad obbedire, si affrettarono ad eseguire l’ordine del loro signore, non senza aver lanciato un’occhiata ostile al nuovo arrivato.
Il principe Augusto non voleva sembrare scortese, ma la meticolosa cura con cui il capocenturia stava riponendo lo strano strumento di comunicazione lo irritava. Aveva un’incredibile urgenza di parlare con suo padre prima della canferenza ed ogni momento perso poteva essere vitale. - Quanto tempo impiegheranno i consiglieri per arrivare? – chiese infine trattenendo a stento l’ansia dell’urgenza nella sua voce. - Circa quattro ore, altezza. Possiamo andare se volete. Avrete tutto il tempo che necessita per mettere al corrente vostro padre sulle ultime novità. – - Bene, andiamo. – disse ad alta voce Augusto, ma dentro di lui si affacciò un pensiero “ma tutti i draghi sanno leggere nella mente degli umani?”.
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