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di Angelo De Silvestri
Altre cose erano, infatti, cresciute in quei momenti: il desiderio di capire di più, lo sgomento per scoprire certe verità che erano state nascoste alla conoscenza degli uomini, la consapevolezza che il non-odio nei confronti della razza dei draghi aveva radici lontane… ma sopra tutto era cresciuto il desiderio dei due l’uno verso l’altra. Se il desiderio di Augusto era ovviamente ben visibile, chi sapeva leggere negli occhi e in certi fremiti del corpo poteva vedere anche quello di Inge. I movimenti, ancorché discreti, che si erano succeduti quasi automaticamente durante il racconto della giovane avevano risvegliato gli istinti più profondi nei due amanti. I volti dei due giovani si avvicinarono lentamente ed infine le bocche si congiunsero in un appassionato bacio che coinvolse le loro menti. Ed insieme alle bocche si congiunsero i corpi e… di due si fecero uno. E si rotolarono sui tappeti davanti all’amico camino le cui fiamme riscaldavano ed illuminavano quella scena d’amore… anche se certamente non c’era bisogno di ulteriore calore che non fosse quello dei loro corpi avvinghiati. Il tempo non conta più; non ha senso insieme a tutto ciò che ti circonda in quei momenti… e loro non fecero eccezione a questa regola da ottimi amanti. Si ripresero dall’estasi… come tutti… un qualche tempo dopo, ma era ancora la stessa notte. Una notte che aveva sconvolto non poco le loro esistenze. L’incontro… la scoperta di avere un destino comune… la conoscenza di un mondo che viveva loro accanto e che non conoscevano: quello dei draghi… la scoperta, per uno, e la possibilità finalmente di mettere al corrente una… la persona speciale di un grande segreto, l’altra… la scoperta della bellezza dell’amore fisico tra due persone che si amino profondamente… tutto in una notte… meravigliosa notte.
Augusto avvicinò il suo volto a quello di Inge e guardandola negli occhi…: - Madonna, ho d’un tratto sperato che Voi mi amaste, che son diventato, vostro malgrado, vostro vassallo fedele, siete nobile… e ‘sì cortese in tutte le occasioni, che il mio cuore si è volto a Voi… se mi amaste, la mia ricompensa sarebbe più ricca che se mi offrissero la Vostra città… Mia dama, non siate tanto crudele. Sono il Vostro uomo, il Vostro fedele servitore… Ammiro la Vostra bellezza Fresca come una rosa di maggio, la più bella rosa del mondo… …Vi amo e Vi amerò sempre. –
Le labbra dei due giovani erano di nuovo troppo vicine, ambedue avevano chiuso gli occhi e ambedue ardevano di nuovo di desiderio.
- Altezza Reale. Le Trincee oscure sono cadute! –
Nella sala erano piombati come un sol uomo Sirwilm, Diego, il governatore Helgg e uno dei servitori del principe che portava, poggiato sul braccio, un falco messaggero con le insegne reali. Il governatore aveva in mano un messaggio con il sigillo del Re e i nastri rossi dell’urgenza. Questi, pur nell’eccitazione del momento, mentre consegnava il messaggio al principe, lanciò un severo sguardo di rimprovero verso la figlia che cercava di ricoprire sé stessa con uno dei preziosi teli che erano stati posti a salvaguardia di ben altro ovvero i divani di fronte al caminetto.
- Non saltate ad assurde conclusioni, mio caro Helgg – disse quasi per caso e senza alzare lo sguardo il principe mentre leggeva il messaggio del padre. Ad onor del vero, lo sguardo che si scambiarono i due paladini alzando, contemporaneamente, le sopracciglia e torcendo le bocche, così come lo scurirsi del volto del governatore, lasciavano ben poco spazio a conclusioni che non fossero suffragate da prove evidenti. Ma come se fosse la cosa più naturale del mondo, il giovane proseguì rivolto al padre. - Questo non è il tempo purtroppo, ma quando, se il Signore vorrà, tutto si sarà sistemato, sarò felice di venire di nuovo nel Weisswald. Devo chiedervi qualcosa di molto personale. – e accompagnò queste parole con l’inequivocabile gesto di circondare i fianchi di Inge raggiante all’udire simili parole.
Il governatore era in piena confusione; non sapeva più cosa fare. Essere arrabbiato per il comportamento dei due? Essere lusingato, e contemporaneamente felice, per l’evidente intenzione del suo principe? Essere preoccupato per il precipitare della situazione… e non solo politica? Ma il buon Helgg, da fine diplomatico quale era, dissimulava i suoi sentimenti, ma un occhio attento avrebbe potuto notare un certo raddrizzarsi della sua figura. Era sempre un padre e l’evidente scelta fatta dal figlio dell’uomo che aveva giurato di servire, e che avrebbe servito a sua volta, non poteva che renderlo orgoglioso. Pur nella inconsueta situazione e nella drammaticità del momento, come non essere felice della scelta fatta dal principe Augusto. Le immagini si accavallavano precipitosamente nella sua mente… sua figlia seduta sul trono accanto all’uomo che teneva nelle sue mani il destino dell’Umanità intera… lui, nonno felice, che passeggiava per le strade di Pianofelice con il nipotino in braccio mentre l’intera popolazione si inchinava al suo passaggio… Forse correva troppo con la fantasia, ma la piega delle sue labbra si era definitivamente portata verso l’alto. L’imbarazzo del primo momento era ormai divenuto un ricordo! Ma i suoi pensieri non avevano casa in quei momenti, una voce estremamente seria lo riportò direttamente alla realtà. - Bene, anzi male. – era Augusto che stava riassumendo la situazione – Mio padre mi avvisa di rientrare immediatamente al castello di Pianofelice. Le orde della Tenebra non accennano a fermarsi con la chiara intenzione non di seguire le forze ormai esauste degli elfi, ma di invadere per conquistarlo il territorio umano. Come il consigliere Xyfs aveva preannunciato le forze della Tenebra in riserva sono in numero tale da non essere mai visto. Sembra che il Portale Oscuro stia letteralmente vomitando e in continuazione altre truppe. E’ forse la battaglia decisiva. Tutti gli eserciti delle Provincie debbono concentrarsi nei pressi di Armonia, nella Grande Pianura al di qua delle Trincee Oscure. Le truppe dello Chateaux du Lac e di Riverland stanno attuando operazioni di guerriglia per rallentare al massimo l’avanzata delle orde con il minor dispendio di vite. C’è l’ordine di non contrastare la ritirata delle forze elfiche superstiti, ma di seguirle vigilando verso le Colonne Luminose. Tra i saggi a consiglio si crede che le forze della Luce stiano abbandonando la Terra attraverso le barriere spazio-temporali, infatti si attendono movimenti analoghi dei nani. Per tutto quanto detto, signori, mentre io mi accingo a tornare da mio padre secondo i suoi ordini, voi vogliate recarvi immediatamente alle vostre compagnie di competenza. – Il tono del principe non ammetteva repliche. I presenti, sugli attenti, annuirono con la testa e si avviarono verso la porte. Inge, che aveva provveduto nel frattempo a rivestirsi, nell’uscire si volse verso il suo principe e non riuscì che a serrargli con forza le mani.
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