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di Angelo De Silvestri
Inge riportò le mani di Augusto sui suoi seni… oltre al piacere le davano un senso di sicurezza. Ma egli mantenne solo la sinistra in alto e con le dita opposte continuò a carezzare i capezzoli di ambo i seni, con la destra scese fino all’altezza del basso ventre di lei e la sua mano iniziò a carezzare la zona pubica della giovane donna appena sopra quella zona che serviva da ancoraggio al corpo di lei e che dava il piacere ad entrambi.
- “Thera era il nostro mondo, Inge.” mi narrò “Era il nome del nostro mondo prima che le forze della Luce e della Tenebra ne facessero il loro campo di battaglia. Uomini e draghi vivevano in perfetto accordo nelle città e nelle campagne. La pace regnava sovrana, nessuno pativa stenti. I mari erano sicuri. I due popoli avevano raggiunto un elevato livello tecnologico e il continuo scambio di informazioni tra le due razze e tra le città accelerava i processi di miglioramento delle condizioni di vita dell’intera popolazione di Thera. Le città erano tutte costruite come piramidi in cui si alternavano i palazzi in cui abitavano gli uomini, alle grotte in cui vivevano i draghi. Un complesso sistema di specchi catturava la luce del sole e il suo calore che creava una sorta di energia che riscaldava l’acqua. Sfruttando un sistema termico il cui segreto si è perso, l’acqua calda saliva, riscaldando oltretutto palazzi e grotte durante le stagioni fredde, ed una volta raffreddata scendeva a caduta fornendo di acqua corrente appunto quei palazzi e quelle grotte che aveva anche riscaldato. Questo permetteva il funzionamento delle fontane e l’irrigazione dei giardini che abbellivano le città…”. Oh, sento la tua incredulità pur nel tuo silenzio, Augusto. La sento nell’irrigidirsi del tuo corpo e nel rallentarsi dei tuoi movimenti, che desidero tanto. Lo so anche io provai la sensazione della bugia… della storiella di un pazzo… di una favola narrata alla bambina per quietarla. Ma la voce di Josè era troppo sincera… non quella di un adulto che vuole impressionare o zittire una fanciulla… non quella di un loco che manifesta la sua pazzia. Era tutto vero ed alcune cose, nel segreto delle mie stanze, le ho sperimentate personalmente. Quindi se credi di amarmi, credi in tutta me… anche nel mio racconto perché… perché… insomma Augusto io ti amo e non ti mentirei mai! – - Il mio silenzio, il mio irrigidimento, amore, era dedicato al pensiero di come potrebbero esserci utili in un grave momento come quello attuale le preziose informazioni tecniche che mi stai svelando. Ti credo perché ormai tu ed io siamo una sola cosa. – - Grazie, Augusto… per tutto quello che hai detto… tutto. Ricordavo le parole di Josè “ …Attraverso il movimento in salita e in discesa delle acque si azionavano delle ruote dette turbine che creavano una forza che faceva muovere pedane all’interno di gallerie verticali tra i vari piani delle piramidi. Su queste pedane viaggiavano individui e merci tra i vari livelli, riducendo al minimo gli sforzi. Una rete di mezzi a ruote trainate da cavalli percorreva i perimetri dei livelli permettendo l’ulteriore spostamento in orizzontale. Nelle campagne il sistema caldo-freddo veniva sfruttato per l’irrigazione dei campi. Squadre umane e draconiane attendevano all’allevamento di bestiame e alla crescita di cultivars adatte alle due razze. Per i mari viaggiavano grandi navi con ruote laterali, che giravano sfruttando anche loro il sistema degli specchi per riscaldare l’acqua dando movimento alle ruote laterali che spostavano le navi da un porto all’altro. Lo scarico delle merci era facilitato da alcuni congegni, come tappeti rotolanti che permettevano di portare dalla stiva delle navi sino ai magazzini le merci senza eccessiva fatica. Le energie risparmiate nei lavori manuali venivano impiegate nella costruzione di nuovi apparati per migliorare la vita e per lo sviluppo delle Arti. Grandi compagnie di artisti(uomini e draghi) giravano il mondo per diffondere la cultura. Commedie, balletti, mostre d’arte arricchivano culturalmente il popolo. Questo arricchimento evitava stupide dispute, la promiscuità delle razze nelle compagnie evitava sentimenti di razzismo. Uomini e draghi erano uguali, non esistevano divisioni di censo e di sesso. Tutti votavano i propri rappresentanti agli organi di governo. Entrambe le razze sedevano nei consigli di città e nel governo centrale fianco a fianco. I problemi degli uni divenivano i problemi degli altri e lo sforzo congiunto serviva a superarli. Improvvisamente in questo mondo felice giunsero le forze di invasione della Luce e della tenebra. I theriani non abituati alla guerra subirono inizialmente le scorrerie dei due eserciti in lotta tra loro. Spie e agitatori delle due potenze contrapposte si infiltrarono nelle comunità theriane creando scompiglio. A bella posta vennero create discordie tra uomini e draghi. Venne loro insegnato a forgiare spade e a costruire archi per dirimere le controversie non più con le parole nel codice di giustizia, ma con le armi nel segno della prepotenza. Venne iniziata una sottile opera di persuasione religiosa che al Creatore della Terra, contrappose quella di un Eru e di un Morgoth, diffondendo così oltre a quella del Bene l’idea del Male che sino ad allora non sfiorava le due specie. Si cominciò a vedere nel vicino il nemico… il diverso e cosa ci fu di più semplice che non lo scaricare sull’altra specie il marchio del Male, il marchio dell’infamia? I saggi che comandavano le due razze theriane, riuniti in seduta segreta, visti inutili i tentativi di riportare la situazione allo stato iniziale, decisero che la miglior cosa da fare fosse quella di separare i due popoli, mantenendo nella coscienza di alcuni elementi il ricordo dei tempi felici e l’ideale di Thera. Convennero che a mantenere ancora un esile elemento di congiunzione fosse il Codice dell’Onore che venne ribattezzato nella coscienza comune come l’Antico Codice. Guerre su guerre si succedettero. Battaglie sanguinose che privarono le due specie di elementi validi per un miglioramento della civiltà. Le energie che erano state spese per migliorare le condizioni materiali e spirituali venivano ora sprecate nel vano tentativo di annientamento del nemico. Anzi le due specie in un certo senso regredirono e molte innovazioni tecnologiche vennero abbandonate e quindi perdute nella memoria dei popoli originari. Le guerre non avevano mai termine. Nuove specie invasero Thera. Questo nome fu dimenticato e sostituito da quello storpiato in uso presso gli invasori. Ma la preveggenza dei Saggi aveva lasciato quell’esile legame con tutto ciò. I membri del gruppo di coloro che avrebbero ricordato e che si apprestava alla clandestinità, decisero che elemento di riconoscimento tra di loro fosse l’antico simbolo che i delegati ottenevano entrando nei consigli”. Eccolo, questa piastra di bronzo con sopra incise le parole Concordia parvae res… -
- …crescunt – concluse il principe, mostrandole una piastra identica ma di dimensioni leggermente superiori - …me l’ha affidata per mostrartela il consigliere Ydzz. Nella bramosia di sapere, avevo dimenticato di mostrartela. –
- Anche lui è un Conservatore di Thera! …lo sentivo in me che non poteva essere un individuo comune. – si eccitò Inge.
- Le piccole cose crescono nella concordia… oh, quanto è nel giusto questa vecchia incisione. – proclamò con sussiego l’erede del Regno – in quanto a te, Inge, non finisci di stupirmi. Cosa altro sei oltre che appartenere ad una setta segreta, brava guerriera e bellissima donna? –
- Direi – rispose Inge ricalandosi nel suo ruolo di donna – una giovane in attesa di sapere cosa volesse dirle il suo principe qualche ora fa prima di essere interrotto da due lucertoloni con le ali… -
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