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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo IV - Parte IV PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

- Non credete esser meglio sedere intorno ad un tavolo invece che parlare in piedi? – proseguì Ydzz come per non dar peso alla parte precedente del suo intervento e by-passare la reazione sorpresa degli umani.

- Senz’altro. Credo che la casina di caccia, più avanti nel parco faccia al caso nostro. – convenne Diego.

- Andiamo allora se è abbastanza grande per contenere me e Xyfs. Madamigella precedeteci come padrona di casa e come parte interessata. –

L’intrusione della giovane sembrò contrariare Sirwilm e rendere felice Augusto, ma Ydzz non si curò minimamente delle loro reazioni e passando vicino ai due giovani si rivolse alla giovane.
- Era il minimo che potessi fare per chi ha avuto pensieri così gentili nei nostri confronti -
Inge questa volta divenne veramente rossa di imbarazzo, mentre Augusto che le serrava ancora i fianchi guardò il drago senza capire.


La sala della casina di caccia era, come dire, civettuola. Seduto di fronte ad Ydzz, Sirwilm ebbe un pensiero malizioso su cosa mai avesse visto quella costruzione nei secoli. Il comodo divano nell’angolo buio, la dormeuse di fronte al camino facevano galoppare la fantasia; le varie scene dei quadri lungo le pareti non lasciavano poi molto posto all’immaginazione.
Ydzz aveva preso in mano la situazione e stava guidando la riunione.

- Consigliere Xyfs, riferisci la situazione attuale così come l’hai potuta constatare personalmente durante le tue ispezioni – non a caso marcò con la sua voce già possente il termine personalmente.

Mentre il giovane drago ripeteva agli umani quanto riferito al Consiglio, i due Paladini si lanciarono un’occhiata d’intesa. I due giovani non si erano più allontanati tra loro anche se non erano più a contatto fisico. Entrambi erano interessatissimi alla disamina. Si comportavano come se per loro fosse la cosa più naturale ascoltare un drago.

- Come fate, consigliere Xyfs, a potere affermare l’attuale crisi dei nani? Quel popolo è talmente misterioso e geloso delle sue cose interne che, pur essendo stato nostro alleato mole volte, non siamo mai stati in grado di capire perfettamente la loro organizzazione sociale. –

- Perché, principe Augusto, l’epidemia diffusa tra di loro dagli stregoni della Tenebra era stata inizialmente tentata contro di noi. Solo la saggezza di alcuni consiglieri l’ha saputa bloccare con metodi molto duri che i nani hanno tardato ad applicare – la sua voce mentre narrava di questa tragedia del suo popolo non tradiva emozioni, ma in cuor suo stava piangendo.

“Come avrebbe potuto scordare quel giorno in cui i Guardiani della Salute della Razza avevano portato via quelli che chiamava genitori, quelli che si erano presi, in quanto degni, cura del suo uovo e poi di lui amorevolmente per tanti anni? Li avevano deportati in quella che era stata chiamata l’Isola del Dolore. Qui avrebbero atteso la morte tra mille sofferenze, ma innocui per gli altri.
Il loro sacrificio salvava la Razza e loro ne erano orgogliosi.
Ancora aveva negli occhi quei due esseri, che aveva amato e ancora amava nel ricordo, durante la sua ultima visita: indeboliti al massimo dalla malattia, incapaci di sopportare anche un raffreddore. Quelle che erano state due superbe creste mancanti di molti elementi; le scaglie della corazzatura del corpo o già perdute o in putrefazione; gonfiori anomali di pustole ulcerate in diverse parti del corpo; impossibilitati a spiegare le appendici alari. Eppure al di là del vetro di quarantena non ebbero che fiere parole di incoraggiamento e d’amore verso quello che era stato il loro figlio. Erano ormai passati oltre sessanta anni… ma la scena era per lui ancora viva"

Quante volte si era chiesto, se la sacra legge della Razza di non ricorrere mai ad artifizi magici fosse giusta. Ah, “dura lex”: la Razza deve saper contare solo su sé stessa. Poi, sputo, anzi visto personalmente, ciò che era successo e stava succedendo ai nani, aveva mitigato in quei giorni il suo giudizio negativo. Che aberazione gli sciamani di quel popolo, pur così nobile, impegnati a fare improbabili balletti propiziatori intorno ai loro malati. Che delusione per i malati accorgersi che quelle pratiche non potevano risolvere alcunché e che anzi l’epidemia dilagava.

“Ancora una volta la razza ha dimostrato la sua superiorità intellettuale” concluse dentro di sé Xyfs con orgoglio.

- Metodi ben duri – commentò ad alta voce Diego – da draghi –

- Ma necessari e non da draghi ma da custodi del popolo. Non credo presi a cuor leggero, ma gli unici giusti. – disse il principe con l’aria di parlare a sé stesso.

I Paladini si guardarono interdetti. Tutti volsero lo sguardo verso Inge, che si era andata sempre più accostando al principe durante il racconto di Xyfs, quando disse

- Il principe Augusto ha perfettamente ragione. Dirò di più… la falsa pietà è più deleteria della presunta crudeltà. –

- Ben detto, damigella. Quello che pensavo, esattamente quello che pensavo. – il principe accostò a sé la giovane circondandola con il suo braccio sinistro. Lei, senza rendersene del tutto conto ma come se fosse il gesto più naturale del mondo, poggiò la sua testa sulla spalla di lui.

I Paladini erano sempre più sconcertati. A rompere la tensione del momento tra gli umani, ci fu lo sbuffò di soddisfazione di Ydzz.

- Finalmente homi che usano la ragione e non solo il sentimento… E’ forse venuto il momento del ritorno a Thera. –

 
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