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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo IV - Parte III PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

Un incredibile vortice e un sordo rombo, come di tamburi muti, riempì l’aria del patio davanti ai due. In meno di un secondo due draghi atterrarono al centro dello spiazzo occupandone l’intera superficie, mentre il principe si poneva di fronte alla sua giovane compagna armato solo di un fiero sguardo. Contemporaneamente con le spade sguainate apparvero come dal nulla i due Paladini istruttori.
Pur nella tensione del momento, il principe si chiese “Da quanto questi due stanno spiandoci”; la fanciulla dal suo canto “Con quale coraggio si è frapposto tra me ed il pericolo”. Entrambi furono scossi, ma non lo dettero a vedere.

- Pace, Sirwilm. Voi ed il vostro amico potete riporre quegli spiedi. Xyfs lo conosci già, sarà utile che tu mi presenti ai tuoi amici. – Ydzz si accoccolò tranquillo davanti agli umani. Mentre Xyfs rimase in piedi dietro le sue ali.

Se il pensiero avesse un rumore, gli astanti sarebbero rimasti fortemente impressionati da quello prodotto dalla mente di Xyfs. “Xyfs lo conosci già” aveva detto il saggio Ydzz e la reazione di non meraviglia dell’homo aveva indubbiamente confermato l’asserzione. “Ma quando mai ho avuto l’occasione di incontrare quell’homo, amico, a quanto sembra, del Venerabile? Non ricordo anche se c’è qualcosa che lo mette in relazione con… con cosa se le sensazioni non possono avere un crisma di certezza? Ah, razionalità… razionalità che induci sempre al dubbio. E’ più crudele la sorte toccata ai draghi di essere fin troppo razionali o quella toccata agli homi preda come sono delle passioni? E a proposito di passioni guarda quei due cuccioli di homo, solo un cieco può non accorgersi che tra loro sta nascendo quel sentimento ridicolo che la loro razza chiama amore e che porta a quell’incredibile proliferare della specie. Ecco la differenza che fa la Razza superiore agli homi. La Razza era sicuramente più ordinata e logica in questo.”

All’oscuro dei pensieri di Xyfs, i due giovani seguivano con attenzione lo svolgersi degli avvenimenti. Augusto, anche se non lo aveva dato a vedere, era rimasto impressionato anche lui dalla familiarità tra il suo istruttore e quello dei draghi che sembrava il più anziano. Ma il pensiero era durato un attimo, la sua preoccupazione era al momento quella di difendere… di prendersi cura di quella giovane che era al suo fianco. Il sentimento era cresciuto improvviso dentro di lui e, anche se certo non era esperto di queste cose, la sua intelligenza gli diceva che se non fosse amore quello che stava provando allora nulla poteva essere chiamato amore. Dovunque guardasse, erano gli occhi di lei, quei meravigliosamente profondi occhi celesti in cui, come se fossero limpide e fresche acque di un lago montano in un caldo mese estivo, lui avrebbe voluto immergersi. Perché… perché provava simile sentimento se non per amore.

Anche Inge stava fantasticando su quanto successo in precedenza. Per un attimo era stato come se fosse rimasta sospesa in un limbo di attesa, pronta a recepire le parole che agognava, quelle parole che tante volte aveva cercato di immaginarsi nelle sue fantasie di giovane donna. Solo per una frazione di secondo aveva avuto timore della nuova situazione, l’azione repentina di lui… (di quello che sarebbe stato il suo uomo? Di quello che desiderava sarebbe divenuto il suo uomo?)… l’aveva fatta sentire tranquilla. Quell’azione le aveva ulteriormente acuito desiderio ed immaginazione. Dietro le forti spalle del giovane, Inge, in quel momento, stava già fantasticando di una vita insieme, in un mondo formato solo di loro due. Fantasticava di quello che sarebbe stato il compagno della sua vita a venire, di colui che le avrebbe dato la possibilità di completare il suo essere donna, di educare i suoi figli… i loro figli nei dettami del Codice d’Onore in un mondo di pace e di serenità.

- Consigliere Ydzz, la tua entrata in scena è stata come minimo spettacolare. I due giovani sono il principe Augusto, erede al trono del Regno, e damigella Inge che ci ospita tutti nel palazzo del padre, governatore della provincia di Weisswald. Questi è il fratello cavaliere errante Diego – si affrettò a presentare Sirwilm, non senza aver tirato un grosso respiro di sollievo ed abbassato contemporaneamente la spada, in questo imitato da Diego.

- E’ arrivato il tempo, Sirwilm – la voce di Ydzz, se poteva, era divenuta ancora più grave e solenne.

- Come al solito hai ragione, consigliere Ydzz – ammise il Paladino, che poi, rivolto agli altri presenti – Questi è il consigliere Ydzz, alto membro del governo della Razza, come i draghi usano chiamarsi. Lo accompagna il consigliere Xyfs. La loro venuta era da me attesa in quanto stiamo stringendo i tempi affinché accada ciò per cui tutti noi siamo stati predestinati, forse meno damigella Inge. –

- Sirwilm, voi parlate come se aveste avuto incarico da mio padre di ciò. Ma questo non è a mia conoscenza e dubito fortemente che mio padre mi nasconda un tale proponimento – anche se non avrebbe voluto la voce di Augusto, era chiaramente una voce inquisitoria. Come si era potuto permettere quel semplice cavaliere errante, anche se suo aio, di interferire nelle cose dello Stato? La sua voce non aveva bisogno di ulteriori chiarimenti su questo. E poi con quale diritto si arrogava il compito di definire la dolce Inge non “qualcosa”. Anche questo era inammisibile.

- Principe, avete ragione e sarà mia cura dare una spiegazione di questo in seguito. –

Inge, dal suo canto, era troppo impegnata a dare un senso logico a quanto stava accadendo per afferrare l’involontario sgarbo di Sirwilm. L’attimo di sgomento alla vista dei draghi seguito dalla constatazione del gesto del principe, il contemporaneo arrivo dei due istruttori... la calda sensazione di piacere che provava al contatto con la schiena di lui, il sentirsi afferrata dal suo braccio ai fianchi in un gesto non di possesso ma di unione… ecco cosa stava interagendo in quel momento nella mente di Inge. Ma l’indubbia capacità di una visione periferica comune in una donna, che viene sfruttata nella capacità di percezione del pericolo o comunque nel cogliere, seppur impegnata in altri pensieri, eventuali discorsi che la coinvolgano, le fu di aiuto nel percepire che si parlava di lei. Aveva perduto, immersa nelle fantasticherie, la prima parte di quel discorso, ma ora sentiva di essere parte in causa. Assunse un tono serio e cominciò a valutare la situazione.

- Permettete principe che il consigliere Ydzz presenti la situazione… - stava proseguendo Sirwilm.
“Signore, due draghi... amichevoli… e a quanto pare in buone relazioni con i nostri istruttori” la mente di Inge cominciava a lavorare ad alto ritmo. “Che animali enormi questi draghi… saranno grandi almeno cinque volte il più grosso dei guerrieri umani. Non saprei dire chi sia il più vecchio dei due, ma sicuramente quello sdraiato sul davanti deve essere più importante: è l’unico che ha parlato! Oltre ciò ha una dignità che incute rispetto. Non portano abiti. Quelle enormi ali ripiegate lungo il corpo spariscono del tutto quando sono a terra. La lunga coda con quelle punte di lancia sul termine sembra aggraziata. La lunga cresta che parte dalla testa e raggiunge quasi l’inizio della coda da un ulteriore senso di grazia al corpo. La corazza naturale formata dalle scaglie sarà pure un aiuto in combattimento, ma è sicuramente un grosso impedimento nei movimenti a terra. Le gambe sono tozze, ma le zampe anteriori più piccole di quelle posteriori, sembrano incapaci di violenza. Saranno maschi o femmine? Avranno un sesso? Che buffi quei musi; sembrano quelli di enormi cagnoloni con le orecchie pendenti. Anche gli occhi sembrano quelli di due amichevoli cagnoloni. Non c’è odio, non c’è sete di sangue in essi; anzi oserei pensare che sono lo specchio dei sentimenti, in loro non può esserci che un innato senso dell’onore e della giustizia. Ho come la sensazione che quegli occhi abbiano visto molto. Già chissà quanti anni avranno quei due, in specie quello seduto lì davanti…”

- Molti dei vostri secoli, veramente molti, madamigella Inge – disse guardandola negli occhi Ydzz.

La sua frase fece trasalire la giovane che si sentì sorpresa in flagrante. Gli altri uomini si guardarono tra loro senza capire. Xyfs pensò che il suo compagno fosse veramente un lettore del pensiero.

 
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