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di Angelo De Silvestri
- Signori rappresentanti delle Province, questa breve sintesi della situazione attuale vi avrà ulteriormente chiarito le idee, almeno speriamo. Crediamo, comunque, che possa aver rafforzato le convinzioni che ognuno di voi si è portato dietro dal momento della propria elezione a rappresentante del popolo. Può… non può… deve… non deve l’Umanità andare in soccorso a quelle forze tante volte nel passato sue alleate? Se può o non deve, la minaccia rappresentata dalle forze della Tenebra colpirà, in caso di vittoria alle Trincee, la Civiltà Umana, oppure si riterrà soddisfatta di aver inferto un duro colpo ai suoi eterni nemici? – La sala del Regno era illuminata da centinaia di torce. Il re sedeva nel suo scanno con accanto la moglie Virginia e al suo erede, principe Augusto. Accanto al principe, anzi dietro di alcuni passi quasi nascosto nell’unico, forse, angolo buio di tutta la sala Sirwilm, l’Acuto delle Rocce. I rappresentanti del popolo sedevano in assoluto silenzio e immersi nei pensieri di valutazione della situazione così come accanto a loro i comandanti degli eserciti delle proprie province, in qualità di consiglieri militari. A queste secche domande del re si poté intuire più che vedere un’ulteriore tensione. I saggi dell’Umanità, quasi contemporaneamente, si volsero agli uomini che li accompagnavano e per tutta la sala si alzò un finissimo brusio dovuto ai loro conciliaboli. Il re guardava e lasciava fare perché sapeva, non solo immaginava, quale immensa responsabilità gravasse sulle loro spalle. Quando la situazione ritornò normale, ovvero quando il silenzio regnò di nuovo sovrano, riprese la parola. - Capiamo come esprimersi per primo sia un ulteriore problema, ma come al solito toccherà al rappresentante di Pianofelice l’onere di dare il primo parere. Una convinzione è però presente in noi ossia che voi, Mastro della Casa, siate senza dubbio il più indicato. Se i capelli bianchi nascondono saggezza, i vostri nascondono quella del mondo intero. Avete visto nascere nostro padre prima di noi e, crediamo, tutti quelli che hanno avuto per l’ennesima volta la cecità di votarvi. – Queste scherzose parole del re strapparono un sorriso all’intera sala, mentre un imponente vecchio con dei lunghi capelli ed una grande barba bianca si alzava senza fatica alcuna. - Ringrazio, vostra maestà. Per me non è un peso, bensì un onore iniziare l’Adunanza con il parere di Pianofelice. Da anni ho la possibilità di studiare ciò che accade nel mondo… - l’intera Adunanza sorrise di nuovo - … ed una sola cosa posso dire al mio re: il mio braccio può ancora ben sopportare il peso della spada ed essa metto a disposizione di sua maestà. Non amo altri popoli che non siano gli uomini, ma so che elfi e nani sono per essi meno pericolosi di orchi e principi demoni. Mio padre mi raccontava che mai questi ultimi hanno mantenuto i patti. Nella mia esistenza non ho avuto che conferme di quanto da lui affermato. Pianofelice per vece mia ha fatto la sua scelta. – Nell’antico gesto di voto per la guerra, il vecchio e i suoi generali estrassero come un sol uomo le loro spade e le posero a terra all’interno della rappresentazione del mondo in corrispondenza della loro provincia. Non un solo cenno di assenso o di dissenso trasparì dai volti degli altri rappresentanti del popolo, né tantomeno da parte del re e del suo seguito. La sala era avvolta in un silenzio irreale. L’unica reazione visibile fu un lampo di gioia nei giovani occhi del principe Augusto. - Grazie, Mastro della Casa. La parola alle altre province: Sierra Antigua. – Re Leandro non tradiva emozioni, ma in cuor suo aveva plaudito alle parole di quel vecchio pieno di saggezza. - Sierra Antigua ci ha demandato di votare per la presa delle armi; sfortunatamente dobbiamo far notare che nella Sierra operano bande di briganti in combutta con gli orchi. Per eliminare questa minaccia saremo costretti a distogliere parte dei contingenti del nostro esercito dall’armata principale. Questo sempre se i tempi di entrata in azione lo richiederanno. – insieme ai suoi generali estrasse la spada e la depose sul disegno al centro della sala quasi davanti a quelle di Pianofelice. - Grazie, don Alonso. Ora il Koeningland. – - Come sempre Koeningland è al servizio di vostra maestà per il bene del regno. E il bene del regno oggi non può essere che questo. – i delegati sguainarono le spade e le sistemarono accanto alle altre. - Bene il Koeningland ha votato ora il Sunland. – Ad uno ad uno tutti i rappresentanti e i loro generali estrassero le loro spade. - La decisione è dunque presa e all’unanimità. Il popolo non vuole rimanere a guardare. Questo costerà molto sangue e che il Signore ci aiuti a pagarne il minor costo possibile e a debellare definitivamente i nostri nemici. I generali si riuniranno per studiare la situazione militare e la mobilitazione. Questo però dopo che tutti voi siate stati ospiti nostri e della regina Virginia. Mastro di Corte smettete i panni di rappresentante del popolo e tornate ad essere il governatore di palazzo.- Il Poggio degli Eroi non aveva mai visto una affluenza simile di cavalieri erranti. Forse per la prima volta, tutti i cavalieri avevano risposto all’appello del Grande Corno. Erano affluiti il più velocemente possibile da ogni angolo del Regno. Qualcuno aveva quasi sfiancato il suo cavallo, nonostante l’amore che univa uomo ed animale. Erano anni ormai che quegli uomini di guerra stavano praticamente oziando. Ed era per questo che al contrario dell’Adunanza del Regno, l’atmosfera al Poggio era effervescente. I cavalieri non pensavano che alla nuova occasione di incrociare le armi contro il nemico di sempre. L’eccitazione era al massimo… quando mai sarebbe ricapitata un’occasione per mettersi in mostra? I più anziani sapevano che al prossimo raduno (se mai ce ne sarebbe stato un altro) molti dei presenti non ci sarebbero più stati e non solo per problemi di età. I più giovani non pensavano a questo perché in loro non c’è il pensiero della morte, ma semmai all’occasione di mettersi finalmente in mostra e di dimostrare il loro valore.
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