topleft
topright
La sposa del soldato PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Oro   
domenica 10 agosto 2008

 

Era giorno, la luce filtrava copiosa attraverso i pannelli di vetracciaio ed al di là di essi il traffico della città proseguiva come sempre, lunghe colonne dei mezzi a levitazione procedevano in file ordinate lungo corridoi predefiniti.
Sullo sfondo l’imponente struttura del palazzo imperiale era nettamente visibile anche da quella distanza.
In fondo, era proprio per la vista che avevano scelto quell’appartamento anni prima, avevano fatto lunghi sacrifici per averlo, ma adesso era loro.
Dietro la finestra era stata sistemato un tavolo e, sopra di esso, si trovava la piattaforma del lettore olografico di comunicazioni.
Davanti ad esso stava seduta una donna.
Era giovane, con i lunghi capelli neri raccolti in una treccia che le scivolava su una spalla.
Aveva un' espressione indecifrabile sul volto, fissava il vuota davanti a sé.
Poi la donna si scosse e con le dita sfiorò la piattaforma che emise un leggero ronzio e proiettò a mezz’aria l’immagine di un uomo.
Anche lui era giovane, il viso era segnato da una cicatrice che gli attraversava la guancia destra, i capelli scuri erano tagliati corti e, sotto un paio di occhi dall’espressione vivace, sorrideva.
L’uomo indossava un' armatura da Stormtrooper, un tempo lucida e bianca ma adesso sporca di sangue e coperta di graffi.
La donna allungò la mano ed accarezzò il volto dell’uomo.
L,’immagine tremolò al tocco, per poi riprendere la forma originaria non appena le dita si allontanarono.
- Riproduci.
Disse lei in tono di comando.
L’emettitore emise un nuovo ronzio e l’immagine si mosse.
Prima l’uomo si passò una mano tra i capelli come per rimetterseli a posto, poi disse:
- Ciao Amore, non sei in casa così ti lascio questo messaggio. Le cose non sono cambiate, non posso ancora dirti dove sono ma, come sempre, fa un caldo infernale. Non possiamo toglierci il casco che subito iniziamo a sudare, come se ci dovessimo sciogliere da un momento all’altro; persino il sistema ambientale della tuta fa fatica a regolarsi.
Quei maledetti, invece, sembrano godere di questo caldo; ma del resto, hanno mandato qui dei rodiani ed altri similari, non so che specie siano, ma non sono mai stato ferrato in esobiologia come la mia “cervellona”.
Detto questo fece una pausa e si guardò intorno per un attimo con fare circospetto, poi si diede un bacio sul palmo della mano e lo soffiò vero di lei.
- Sai, è meglio non farsi vedere nel fare queste cose o mi prenderanno in giro per secoli.
- E per una buona ragione.
Disse una voce femminile fuori campo seguita da almeno altre tre voci maschili che ridevano.
L’uomo rimase per un attimo interdetto, poi una mano comparve dal nulla e lo spinse fuori dall’inquadratura, al suo posto comparvero altre quattro persone che si accalcavano per rimanere compatti nell’inquadratura.
Una era una donna, sopra l’armatura portava uno spallaccio arancione che indicava che era un sergente, era piuttosto piccola, ma anche se aveva tutto quel plastiacciaio sopra si capiva che aveva una corporatura muscolosa che avrebbe fatto l’invidia di più di un maschietto.
Non era bella, aveva un' ombra di capelli biondi sopra la testa quasi rasata ed un grosso naso adunco che copriva quasi l’intera faccia.
Dietro di lei si trovava un uomo dalla pelle scura, anche con l'armatura sembrava magro come un chiodo ed aveva un' espressione sveglia negli occhi.
Seguiva un altro uomo, questa volta dalla pelle chiara, a cui mancava un orecchio, che era stato sostituito con una sorta di orecchio metallico.
Infine l’ultimo era un omone, faticava a stare dentro l’inquadratura e benché sorridesse aveva l’aria di uno che fosse stato quasi costretto a farlo.
Dopo alcuni secondi di silenzio in cui tutti e quattro cercavano di farsi largo nell’inquadratura, la donna parlò, aveva una voce piuttosto bassa con un forte accento di Beltane.
- Salve, dicevamo che abbiamo dei buoni motivi per prenderlo in giro, qui al fronte non c’è bisogno di “mammolette”.
- Ehi “mammoletta” a chi?
Disse la voce dell’uomo da fuori campo, mentre si fiondava in mezzo all’inquadratura scuotendo la testa e le mani
- Non credere a quello che dicono, sono una banda di bugiardi mentitori
- Oh suvvia, credo che tua moglie abbia bisogno di rassicurazioni sul fatto che sei ancora interessato al davanti e non al di dietro.
Disse l’uomo scuro, e mentre gli altri ridevano il marito diventò improvvisamente rosso.
- Oh su…
Balbettò, poi scosse la testa e sorridendo guardò di nuovo verso di lei, mentre alle sue spalle gli altri quattro facevano “gestacci” osceni, disse:
- Ecco lo vedi con chi mi tocca stare? Ma del resto la squadra è come la famiglia, non puoi scegliertela… e a me è toccata in sorte la migliore.
Rise mentre la manona del gigante calava sulla testa scompigliandogli i capelli, poi la donna urlò:
- Squadra Alpha.
- Hurrah hurrah hurrah!
Risposero gli altri in coro scoppiando poi a ridere come dei matti per alcuni lunghi secondi.
Poi il marito si ricompose asciugandosi le lacrime dagli occhi, la fissò nuovamente e disse:
- Nell’ultima tua chiamata mi hai detto che c’era una grande novità in arrivò, mi hai incuriosito, speravo di trovarti così me la dicevi, ma non sono stato così fortunato.
Poi fece una pausa e disse rivolgendosi agli altri che stavano ancora alle sue spalle
- Su ragazzi, potete lasciarmi un attimo solo?
- Hmmph, andiamo il piccioncino vuole tubare un po da solo.
Disse il sergente, i quattro fecero un cenno di salutò e scomparvero ridacchiando.
Il maritò fissò la direzione in cui erano spariti per alcuni secondi, poi disse:
- Finalmente soli.
E fece una pausa.
- Non volevo che ci fosse nessuno mentre ti dicevo che ti amo, che il mio amore è più grande delle stelle del cielo, che ti penso ogni istante della giornata e che è solo il tuo pensiero che fa si che riesca a sopportare tutto questo, ma presto sarà finita, e questa è una sorpresa che volevo farti ma sono troppo eccitato, così te la dico subito.
Torniamo a casa fra quindici giorni, la divisione rientra su Bastion per un anno.
Capisci? Un anno intero, certo il motivo non è dei migliori, siamo rimasti in pochi e servono molti complementi, così rientriamo per riformare i ranghi, ma non importa, finalmente torno da te.
L’uomo fece un'altra pausa poi sorrise ancora e disse:
- Adesso devo andare, ci hanno ordinato di pattugliare una zona della linea, è un punto tranquillo quindi non ti preoccupare, ci vediamo presto, e ricorda che ti amo.
L’uomo diede un altro bacio all’aria poi allungò una mano e l’immagine si spense.
La donna rimase lì in silenzio a fissare il punto in cui fino a poco prima si trovava il volto sorridente di suo marito.
Era passato un mese da quell’immagine, un mese e lui non era tornato, al suo posto era venuta la donna, il suo sergente.
Le aveva detto che suo marito era morto, era morto salvandole la vita.
La zona tranquilla si era rivelata meno tranquilla di quanto pensassero, erano caduti in un agguato, gli altri erano tutti rimasti uccisi ed erano rimasti solo loro due, suo marito aveva ricevuto un brutto colpo allo stomaco e rimase indietro consentendole di fuggire.
Quando erano tornati il suo corpo non c’era più, era rimasto solo il suo casco e lei glielo aveva portato.
La donna alzò la testa e si voltò verso una mensola poco lontano su cui si trovava poggiato il casco.
Da allora per una settimana era stato un continuo venire di visite, suo marito era un eroe, le avevano detto, sarebbe stato decorato.
Ma lei scuoteva la testa, sentiva la rabbia crescerle dentro, non le importava nulla di medaglie o altri onori, voleva solo suo marito.
In quel momento suonarono alla porta, la donna alzò la testa e la fissò, non voleva muoversi non voleva andare ad aprire, non aveva voglia di ricevere altre condoglianze o altri fiori.
Rimase lì in silenzio sperando che gli importuni visitatori si allontanassero, ma era evidente che non ne avevano alcuna voglia perché continuarono a suonare con insistenza.
La donne scosse la testa e stancamente si alzò, si trascinò verso la porta e la aprì.
Spalancò la bocca per la sorpresa, il volto che aveva davanti le era ben noto ed era l’ultima persona che mai si sarebbe aspettata di vedere sulla porta di casa sua.
La nipote dell’Imperatore, la Principessa era lì, sulla soglia di casa sua che la guardava e le sorrideva, alle sue spalle si trovavano alcuni uomini in penombra.
La donna rimase interdette non sapeva cosa dire non sapeva cosa fare.
La principessa continuò a sorriderle e fece un passo verso di lei abbracciandola.
Disse che aveva seguito la sua storia e ne era rimasta commossa, così aveva voluto venire di persona a trovarla ed a darle la notizia.
Suo marito era vivo, una squadra lo aveva ritrovato in un dirupo poco lontano dal luogo dell’agguato, i medici ancora non riuscivano a capire come fosse sopravvissuto con la brutta ferita che aveva allo stomaco, e nutrendosi solo di alcune piante piene di liquidi che crescevano all’ombra del crepaccio.
Ora era in un ospedale militare ed una navetta la stava aspettando per portarla da lui.
La donna si sentiva fuori di se dalla gioia, abbracciò con forza la principessa e la baciò sulle guance.
Poi sentì come il mondo girare e la terra mancale sotto i piedi, due uomini la presero e la adagiarono su un divano, mentre un altro le portava dell’acqua.
Lei bevve tutto d’un fiato.
La principessa prese una sedia e le si sedette accanto, le accarezzo la pancia con dolcezza e in quel momento il bambino che portava in grembo scalciò.
Lei di istinto portò le mani al grembo e rise, rise per la prima volta dopo tanto tempo.
Ora suo figlio aveva di nuovo un padre.

Ultimo aggiornamento ( domenica 10 agosto 2008 )
 
< Prec.   Pros. >
biblioteca


I personaggi dei giochi

ettored.jpg

Sondaggi

Che gioco preferisci?
 

Siti Affiliati

L
La tua passaporta per Hogwarts
Yavin 4 - Fanclub italiano di Star Wars, del fantastico e della fantascienza
Sito Italiano di supporto a Joomla!
il Portale sul mondo fantasy
Star Trek LCars - Gioco di Ruolo
U.S.S. TYCO gioco di ruolo (GDR) tramite pagine Chat.
Il Podcast italiano su Harry Potter
Stories Of Youngs Hogwarts
Starfleet Italy - Simulazioni Italiane di Star Trek PBEM
Next Game Generation
I Giochi di Qwein
The Sword of Mystiria
Terre Lontane
Joomla Template by joomlaskin
Joomla Templates by joomlaskin