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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo XIII - Parte II PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

Tra la pietra e il fuoco, Inge con ai lati i due giovani che riportarono Xyfs indietro nel tempo in un giardino lussureggiante del Weisswald. Erano la copia esatta dei loro genitori come se li ricordava quella sera di tanti anni prima quando li aveva conosciuti.
“Il maschio somiglia incredibilmente alla madre e la femmina al padre, come molto spesso accade nel mondo degli homi” pensò il drago. “Non sono, ovviamente, uno nelle braccia dell’altra, ma sfido chiunque a dire che non sono loro in abiti diversi”.
Il Primo Consigliere del Regno, come lo aveva definito Sirwilm, alzò lo sguardo sulla statua di Ydzz, l’ultimo dei Primi Consiglieri della Razza. Il pensiero, che tanto era stato fatto di quello che aveva raccomandato a loro il vecchio prima di lasciarli per andare a distruggere i Portali, gli annullò il senso di prostrazione che aveva sentito nel momento in cui aveva rivisto quelle due statue. Gli umani, sotto la sua guida, stavano ricostruendo i fondamenti della antica civiltà. Più volte nelle riunioni della Compagnia del Segreto, appartatosi con i dodici elfi ed Augusto, lontani da orecchi indiscreti si erano lasciati andare ad immaginare un Ydzz scampato alla distruzione del varco spazio-temporale che si aggirava vendicatore, a capo della sua nuova famiglia di montanari, sui mondi dell’Impero della Tenebra. Passò a guardare la statua di Leandro. Nel suo fantasticare, aveva trovato più volte anche la compagnia del buon re. Seduti in una qualche zona isolata dei giardini dei palazzi reali, avevano sognato di improbabili mirabolanti imprese del vecchio drago e ne avevano riso insieme. Leandro era stato colpito dalla vicinanza del vecchio consigliere, anche se la loro collaborazione era durata solo poche settimane. Specialmente durante gli ultimi anni della vecchiaia, aveva indulto in questi pensieri. Non si perdonava di aver fatto andare via il fidato alleato, anche perché il nemico, Luce o Tenebra che fosse, non aveva dato più segni di presenza.
- E allora il Consigliere, prima di compiere l’ultimo atto di valore della sua vita priva di macchie, si rivolse all’ultimo dei draghi per affidare a lui l’Umanità. Io ero lì, dietro vostro padre e vidi negli occhi la muta promessa di Xyfs. Seguirò questi uomini nella loro rinascita, lo prometto per il mio onore e sarò fedele a questa promessa a costo della mia stessa vita, dicevano senza bisogno di far udire alcuna voce. E allora Ydzz, sicuro di ciò, varcò felice e per ultimo il Portale Oscuro con il sorriso del giusto, ultimo eroe della grandiosa giornata. –
- Atlas e Tyde, vostra madre si è dimenticata di dire che l’ultima azione del vecchio fu quella di consolarla e salutarla, dopo di che se ne andò felice di portare con sé il ricordo della cosa più bella esistente sulla Terra: lei. –
- Oh, Xyfs, hai ormai vissuto talmente a corte con noi che sei diventato il più galante dei gentiluomini. Sai benissimo che non era a me che pensava, ma a Thera che sarebbe tornata. –
Ma Xyfs non sentì la risposta di Inge. Subito dopo la sua battuta, lo sguardo si era posato sulla statua di Ydzz e un turbine di emozioni lo aveva travolto.
I due sovrani, discretamente, taccquero. Poi, resisi conto che il drago aveva bisogno di rimanere solo, spinsero i figli, desiderosi di fare tante domande al consigliere, e tutta la corte, che non aspettava altro che un cenno del re per obbedire, fuori dalla sala e, quindi, del mausoleo.
L’ultimo consigliere della Razza restò solo in un muto colloquio con il suo grande maestro. Qualcosa doveva ancora capire.

- …ed ora cediamo la parola al Primo Consigliere del Regno, Xyfs. Ma prima che prenda la parola, vogliamo dirgli una cosa. Nostro padre è morto, così come tutti i Paladini. Noi ed la regina Inge, prima o poi lo raggiungeremo. Così sarà per Atlas e Tyde, e, a seguire, per chissà quanti nostri successori. Tutti sappiamo che la specie dei draghi è molto più longeva della nostra di miseri umani. Per questo una cosa, oggi, ci devi promettere, consigliere, e non dimenticare mai ciò che promettesti a Ydzz: sii la nostra guida, sii la guida dell’Umanità. –
La spianata non aveva mai visto tanta gente dai tempi della Grande Battaglia.
I veterani erano schierati in prima fila. Non erano rimasti molti, ma quelle file di capelli ingrigiti ancora oggi sprigionavano fiero orgoglio. Erano di nuovo armati di tutto punto, come quel giorno; come pronti per una nuova battaglia. Dopo le sfilate della giornata nessuno aveva ceduto il passo.
Alle loro spalle, figli e nipoti li guardavano con vera considerazione quale, forse, non avevano mai avuto nei loro confronti. Ma tutta l’Umanità era schierata in quella spianata. Nessuno aveva voluto mancare a quell’appuntamento. Le città erano state abbandonate. Chi, estraneo alla Terra naturalmente, fosse capitato in esse, si sarebbe trovato di fronte ad un bell’enigma: erano forse invisibili gli abitanti di quel pianeta?
Il sole del tramonto era basso sull’orizzonte, tra poco sarebbe andato a riposare dietro le alture. Migliaia di torce si andavano accendendo con l’approssimarsi della sera. I vessilli dell’Umanità sventolavano nella lieve brezza.
Il consigliere Xyfs con il suo passo goffo aveva raggiunto la piattaforma delle celebrazioni. Passando aveva salutato gli occupanti degli altri palchi, tra cui quello degli appartenenti l’Accademia della Scienza. Il suo arrivo aveva costretto a scendere tutti dalla piattaforma ad eccezione di Augusto ed Inge. Quasi ricordando il gesto di Ydzz di tanti anni prima, le sue grandi mani ungolate andarono a posarsi sulle spalle dei due regnanti.
- Non dimenticare? Come può un sauro venir meno all’Antico Codice d’Onore, Augusto? Stai tranquillo; regna con la tua Inge nel segno dello stesso. Ti comunico che ho deciso di accettare la tua offerta di completare l’educazione di Atlas e Tyde. Ma ti dirò di più: seguirò l’istruzione dei loro discendenti, o di chi ne sarà degno, sino a che il Supremo vorrà. Sì, veglierò sull’Umanità, perché ho contratto un debito personale d’onore verso voi homi. Seguirò personalmente il processo della vostra civiltà e spero di trovare validi alleati in questo, anzi ne sono certo – e l’occhio si posò sul palco degli scienziati. Dodici teste impercettibilmente si mossero in segno di assenso. – Voi homi siete un arazza estremamente dotata, caparbia ed intelligente. Le avversità non vi abbattono, vi rafforzano. Siete destinati a più alte cose. Lo so, lo sento con certezza. Siete destinati ad espandere la vostra presenza in questo Universo. E allora io sarò la vostra guida. L’ultima oncia della mia forza sarà a vostra disposizione. Vigilerò sulla vostra sicurezza fino a che non lo saprete fare da soli. Luce o Tenebra, o chi altro tenterà di ostacolarvi, troverà sulla sua strada un ostacolo insormontabile. Ma soprattutto… ve lo ripeto… siete destinati a grandi cose. –
“Ci avrai sempre al tuo fianco, Xyfs, stanne certo” le voci dei dodici risuonarono nella mente del drago a sostegno di questo suo impegno. “Qui lo giuriamo sul nostro onore a sostegno della Terra, nostra Patria.”
Per riprendersi dal momento di felice sorpresa e per cercare di nascondere la commozione che seguiva quelle parole silenziose ma che si erano stampate nella sua mente, il Primo Consigliere del Regno alzò gli occhi al cielo e proprio in quel momento uno degli occhi della costellazione del Supremo dei Sauri brillò nell’oscurità come ad ulteriore sostegno.
Si era fatta ormai sera. Le torce illuminavano la spianata. Il Mausoleo aveva assunto un colore brunito e dominava l’intera vallata. Il popolo della Terra, tutto il popolo della Terra attendeva la sua conclusione.
- Sì, ve lo prometto: sarò la vostra guida. –
Un incredibile silenzio accolse quelle parole. Augusto ed Inge guardavano il loro amico, meditando su ciò che aveva detto. Infine quasi a suggello di quanto udito, Augusto gridò quello che sembrava un nuovo grido di guerra.
- Xyfs! –
- Xyfs! – risposero le file dei veterani.
- Xyfs! – seguirono le file degli altri presenti .
E in un attimo l’intera vallata andava ripetendo quel nome.



- Eccomi a voi. Ieri non ho potuto perché i festeggiamenti per l’inaugurazione me lo hanno impedito. Ma la curiosità di capire quello che hai detto, Sirwilm, mi ha divorato per tutta la notte. – il drago aveva fatto convenire i dodici elfi sulla collina in cui gli stessi si erano dichiarati tali appena prima l’addio di Ydzz. – Quali mai facoltà mi sono ignote? Ho cercato di fare un esame approfondito di quanto fatto negli ultimi anni, ma non riesco a trovare nulla che non mi sia familiare da sempre. –
- Sarà un poco complicato accettare quanto ti stiamo per dire. Immaginiamo anche noi quali perplessità il nostro intervento di ieri ti abbia creato. Una cosa ti diciamo subito, forse ieri non ti sei reso conto di quale enormità siano state le tue parole. –
- Per favore, non aggiungiamo mistero a misteri. Voglio sapere. –
- Hai ragione. Dunque, prima di accingersi a varcare la soglia della porta spazio-temporale per entrare nell’Impero della Tenebra, il consigliere Ydzz… -
- Ydzz? Cosa c’entra Ydzz con queste presunte facoltà? –
- Per sapere bisogna ascoltare, consigliere, senza interrompere con stupide domande… -
- Giusto, scusate. Ma la fretta di sapere fa compiere azioni avventate. –
- E allora, visto che hai finalmente assunto un atteggiamento corretto, sappi che… -

 
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