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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo XI - Parte II PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

- Hai ben decifrato i segnali? –
- Purtroppo sì, consigliere. –
- Maledizione, quindi ulteriori truppe affluiscono in rinforzo della Tenebra. Ma quel che è più grave stanno arrivando quelle quattro nuove macchine da guerra, di cui nessuno dei sauri ha capito né funzionamento né scopo. Non dubito certo del fatto che i nostri compagni abbiano fatto di tutto per dare una spiegazione del mistero, magari rischiando di prima persona avvicinandosi oltre ogni limite consentito dalla sicurezza di ognuno di loro. Quindi se non ne hanno capito la natura devono essere senza alcun dubbio dei marchingegni mai visti, ma soprattutto di una tecnologia sconosciuta. Hai detto che ci vorranno almeno quarantotto ore di tempo degli homi affinché siano qui? – Ydzz era molto preoccupante per questa nuova variabile assolutamente non prevista e non prevedibile. Il suo soffiare si era fatto come affannoso.– Diciamo che abbiamo meno di due soli per vincere qui. –
- Qualcosa di più, consigliere. E’ logico pensare che debbano almeno assemblarle. –
- Mio caro Zzis, anche un cucciolo di sauro sa che se un combattente vede qualcosa che possa in qualche modo fargli vincere una battaglia, si entusiasma a tal punto da riuscire a vincere da solo. No, dobbiamo assolutamente batterli prima. Fate avanzare gli sputafuoco sui lati dello schieramento. Cercate in ogni modo di mimetizzarli al meglio, di non farli scoprire dal nemico prima della loro effettiva utilizzazione; nascondeteli nei boschi che circondano la vallata. –
- Sarà fatto, consigliere. Questo sarà un compito degli homi, nessuno delle centurie può penetrare quelle foreste così folte. – pensò ad alta voce il vecchio sauro.
- Già, anche questo è giusto, mio caro Zzys. Vedi che l’alleanza con gli homi da qualche volta i suoi frutti? – ambedue si lasciarono andare ad un sibilo scherzoso. La situazione lo richiedeva e l’esperto drago era riuscito nello scopo di allentare la tensione nel suo capo. Era soddisfatto, mentre si avviava con la solita solerzia a far ‘sì che l’ordine arrivasse a destinazione.


- Avanti guerrieri del Weisswald, approfittiamo dello scompiglio generale provocato dalle amazzoni del Riverland con la loro carica. Si è aperta una grossa falla nello schieramento del nemico, che ha lasciato scoperte tre torri da combattimento. –
Xyfs si pose alla testa di una compagnia e si gettò nel varco mentre ancora le amazzoni sfilavano ai suoi fianchi. “Se mai mi dovessi trovare di fronte ad una carica di queste donne assatanate, prego il Supremo di farmi trovare in una posizione sopraelevata… così mi posso disimpegnare dallo scontro volandomene via” pensò il drago lanciando uno sguardo di ammirazione a quelle guerriere.
In men che non si dica, i soldati di Xyfs si trovarono sotto la prima torre che cominciò a vacillare sotto i possenti colpi d’ascia del drago. Mentre quelli intorno erano tenuti lontano dagli umani che lo avevano seguito, gli orchi che erano attestati sui due piani della torre cominciarono a lanciare frecce ed aste anche incendiate contro di lui. Questi irrideva i tentativi del nemico di colpirlo in quanto la sua possente corazza naturale faceva rimbalzare ogni tipo di proiettile lanciatogli contro e per questo se la rideva sonoramente. L’inutilità dei tentativi di colpirlo e il suono della sua risata, in vero non proprio cristallino, gettò nello sconforto gli occupanti la torre che iniziarono a dare segni di panico.
Contemporaneamente, il principe attaccava una seconda torre agganciandone, insieme ai suoi, con corde armate di rampini le strutture e facendola pericolosamente oscillare.
Mentre le due compagnie, ognuna per suo conto, erano intente a completare l’opera di distruzione, le truppe nemiche riorganizzatesi iniziarono un’azione avvolgente che isolò gli uomini e il drago al di là delle linee nemiche.
Xyfs si rese improvvisamente conto del pericolo. Incitò i suoi a completare il lavoro e si gettò sull’ala avversaria che si stava chiudendo, rallentando così di molto l’azione orchesca. Questo permise alle forze del principe, che avevano rovesciato ed incendiato la loro torre, di gettarsi nel varco ancora aperto e di mantenere una speranza di fuga. Il cuneo creato da Augusto e i suoi, a cui si erano presto uniti gli uomini agli ordini del drago, manteneva a costo di molte vite aperta la breccia nella formazione della Tenebra, ma la pressione si stava facendo sempre più forte. Xyfs e Augusto erano molto preoccupati. Suoni di corni si infransero nell’aria uniti a rumori di zoccoli pesanti. I due alzarono lo sguardo e respirarono. Le amazzoni del Riverland ripresa la linea, avevano immediatamente deciso di caricare per andare in soccorso dei loro compagni in difficoltà. La carica dei bufali creò l’attimo di scompaginamento dello schieramento avversario che gli effettivi del Weisswald attendevano. Liberatisi dalla morsa ripresero subito posizione e faccia al nemico iniziarono una ritirata più ordinata, sostenuta dopo il rientro delle amazzoni dalla carica dai fanti del Riverland sul lato sinistro e dai loro compagni su quello destro.
Appena uscito dalla situazione di estremo pericolo, Augusto accompagnato dal drago si avvicinò alla comandante per ringraziarla per l’aiuto ricevuto.
- Grazie, lady Arianna; senza di voi ora difficilmente saremmo qui. –
- Nostro semplice dovere, altezza. Ma per favore tenete lontano il vostro amico, altrimenti i miei bufali si innervosiscono oltre ogni misura. –
- Razzista – bonfonchiò Ydzz nell’orecchio del suo compagno. – Vorrei sapere per quale motivo devo andare via. I bufali non sono affatto nervosi per colpa mia. Il loro nervosismo è diretta conseguenza di quello delle loro conduttrici. –
- Piantala Xyfs! Vedi fantasmi da ogni parte; pensa che ti hanno salvato le scaglie e ringraziale. –
- - Avrei voluto vedere se non ci fossi stato tu. Avrebbero fatto lo stesso solo per me? –
- Ancora? – sbuffò il principe, ma dentro un tarlo gli diceva che quel grosso impiastro non aveva tutti i torti. – Ora basta, ringraziale e andiamocene. –
- Non posso. Poiché metto paura ai bufali, sono costretto a stare troppo lontano per far udire la mia voce – si girò e si avvio con quella che doveva essere un’andatura noncurante e di sussiego, ma che fece ridere di cuore Augusto per la sua comicità. Quel peso sul di dietro che oscillava ostentatamente non poteva che far ridere di gusto. Inge accanto a lui non poté che seguirne l’esempio.


- E questa doveva essere una notte di tregua… - si lamentò il giovane principe dopo l’ennesimo contrattacco che aveva permesso la distruzione dell’ennesima torre da combattimento del nemico.
- In guerra nulla è prestabilito – osservò saggiamente Xyfs. – Si possono tracciare le tattiche per grandi linee, poi è chi combatte che decide come muoversi sul campo. E’ sempre il valore dei singoli alla fine che vince la battaglia, anche se la tattica del suo stratega è risultata la migliore. Può sembrare che queste due verità siano in contrasto, ma non lo sono. Cosa può uno stratega se non ha effettivi all’altezza? –
- Hai ragione, Xyfs – la voce di Inge denotava la stanchezza che cominciava ad affiorare in tutti. – E’ chi rischia in prima persona sul campo di battaglia, che ne decide le sorti. Qualunque tattica, anche la più perfetta, fallirà se non ci sono dei valorosi ad applicarla. Sono d’accordo con te. Guardate entrambi questi uomini… e probabilmente direi la stessa cosa se fossi in questo momento in mezzo alle tue centurie, amico… se non avessero pagato il tributo di sangue che hanno pagato e che purtroppo dovranno ancora pagare, cosa mai ne sarebbe stato dei favolosi, straordinari e via dicendo piani dei nostri due strateghi che se ne stanno lassù nella tenda comando. Sarebbero rimasti puro esercizio di fantasia ancorché dimostrazione di una eccelsa capacità di pensiero. Nulla più. Per vincere ci vuole lo sforzo di tutti. Nessuno è troppo umile nella battaglia. –
- Augusto, ti chiedo espressamente di cedermi la possibilità di rendere felice questa donna che dimostra di avere più cervello del suo futuro re. Inge… ti adoro! Sposa me, invece di questo esserino insulso che ti sta accanto. Getta quel fazzolettino che hai al braccio e metti il mio… magari intorno ai fianchi. –
- Brutto traditore, ladro di dame incantevoli, non dimenticherò… anzi non dimenticheremo… dal trono questo affronto alla nostra persona e l’ignobile tentativo di coinvolgerla in un tentativo di regale tradimento. Questo tentativo d’onta va subito lavato nel rosso… o di qualunque colore sia… del tuo sangue. –
- Ah, ed io non conto nulla? Nessuno di voi due si chiede chi sceglierebbe la dama tanto lusingata tra il bel principe e il vigoroso consigliere? Cosa interessano i suoi sentimenti, i suoi gusti? In fin dei conti sarebbe solo una donnetta che necessità ha di scegliere; tutto bene le dovrebbe andare. A te l’ha già detto lui e a te, invece, lo dico io: razzisti ecco cosa siete razzisti – e tutti e tre cominciarono a ridere di sano gusto. Necessitavano tutti di mitigare la tensione di quella battaglia che già sembrava infinita.
Dietro loro gli aiutanti, del principe e del consigliere, all’unisono cominciarono a scuotere la testa, gli umani, e a sibilare sommessamente, i draghi, con aria di rassegnazione.

 
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