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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo XI - Parte I PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

- Arriva un falco messaggero, Augusto – la vista di Inge era senz’altro la più acuta tra i presenti. – Ha i nastri rossi dell’urgenza. –
- Finalmente metteremo in azione gli sputafuoco – sentenziò il principe.
- No, se conosco minimamente il consigliere. Non avrebbe certamente i nastri rossi. Figurarsi se farebbe attirare l’attenzione del nemico su un messaggio simile. No, troppo pericoloso, meglio l’anonimato di un messaggio normale. –
- Hai vinto la scommessa. Ci avvisa della possibilità, che reputa comunque minima per le truppe delle ali, di essere investiti da vortici di vento capaci di spazzare ogni cosa. Nel caso dovessimo essere investiti anche noi, suggerisce alcune contromosse da eseguire – lesse Augusto, guardando di sottecchi il drago con il sorriso sulle labbra. – Comunque eccoli di nuovo. Uomini del Weisswald, pronti a sostenere di nuovo l’urto del nemico! –

Lo schieramento nemico, nonostante l’alto numero di perdite subito, sembrava ancora una muraglia. Orchi e principi demoni si gettarono per l’ennesima volta contro i terrestri. Gli orchi attaccavano emettendo urli simili a grugniti. I principi demoni attaccavano con grida attanaglianti. I guerrieri umani respingevano il nemico sfogando la loro tensione con grida feroci. I draghi sibilavano dal cielo. I soldati, tutti, urlavano la loro voglia di vivere, cercando di esorcizzare la paura della morte.
Mentre combatteva, Augusto lanciò una occhiata alla sua destra e sorrise. I reggimenti erano schierati non più in linea retta, ma quasi definitivamente in quella posizione a mezzaluna che suo padre e il drago consigliere avevano richiesto di assumere ad inizio della giornata. Ormai erano quasi dieci ore che la battaglia andava avanti ed il sole era scomparso da tempo all’orizzonte. Il giovane si chiese se mai questa battaglia avesse visto, come al solito, una tregua notturna delle ostilità.

- Un altro falco, mio signore – urlò, battendo contemporaneamente sul suo scudo, uno dei servitori che si batteva alle sue spalle.
- Bene – disse e preso per la briglia il cavallo di Inge, si disimpegnò dal fronte e si pose in posizione più coperta per poter leggere il messaggio. Poi preso il plico che il falco recava, si accinse a leggerlo mentre sopraggiungeva Xyfs al quale non era certo sfuggita la scena, né, nonostante il rumore della battaglia, l’appello dello scudiero.
- No, niente sputafuoco, Xyfs. Solo un messaggio del nostro consigliere sul come comportarsi durante la notte. Massima attenzione, e, se possibile, azioni di disturbo contro lo schieramento della tenebra per distruggere le sue torri d’attacco. Ah, senza parere ci informa anche di questo nuovo pericolo incombente. Ebbene, diciamo che era nel conto, che ce lo aspettavamo insomma. Però non capisco una cosa. Sono due messaggi che non vedo la firma congiunta di mio padre – una certa apprensione, anche se non voluta c’era nella sua voce.
- Si saranno divisi i compiti per accelerare al massimo l’invio dei messaggi ai vari eserciti. – sentenziò Xyfs denotando sicurezza e senso della praticità.
- Sì, ne sono convinta anche io e il nostro esercito sarà capitato tra quelli di competenza del consigliere Ydzz – tenne a confermare Inge. Ma la sua voce tradiva più la voglia di tranquillizzare il suo uomo che una convinzione personale.
- Sarà certo così – tagliò corto Augusto. – In caso contrario una cattiva notizia ci avrebbe raggiunto con la velocità di un fulmine. –
- Tutti e tre sorrisero a quella battuta, che nascondeva una verità inconfutabile.



- Viva Nagash, Signore dell’Orsa e Principe del Caos, conquistatore di Terraqua – le milizie gridavano come impazzite al passaggio del proprio capo. La vittoria sembrava a portata di mano per la Tenebra.
- Bravi, fate il vostro dovere e la vittoria sarà senza alcun dubbio nostra – Nagash avanzava con lentezza studiata in groppa ad un imponente destriero. Era visibilmente soddisfatto ed in cuor suo si complimentava per aver fatto la scelta migliore nell’unirsi alle truppe. Se mai ce ne fosse stato bisogno la sua presenza aveva aumentato lo spirito combattivo dei suoi ed alimentato una giusta euforia, implicando una rapida conclusione vittoriosa della battaglia. – I comandanti delle orde immediatamente a rapporto. –
Facendosi largo sdegnosamente tra i soldati semplici, i nobili comandanti dei principi demoni e i duchi degli orchi si avvicinarono ed inchinarono profondamente di fronte al loro comandante supremo.
- Sono qui tra voi per vivere insieme alle mie orde l’entusiasmo scaturente da una vittoria. Non ammetto quindi errori da parte vostra, né il minimo atteggiamento difforme da quelli che sono stati i miei ordini. Ricordatevi di sferrare l’attacco non appena udrete il segnale proveniente dagli stregoni che azioneranno le macchine. Fate avanzare le stesse sulla prima linea e iniziate l’avanzata quando i vortici avranno percorso i primi cento metri. Ripeto non prima e non dopo. Giunti sulle linee terrestri che saranno ovviamente sbandate, gettatevi velocemente nei vuoti che lasceranno alle loro spalle i vortici e non temete. Le truppe alle vostre spalle manterranno e allargheranno le fratture che si saranno create. Dopo di che, lo sapete, nessuna pietà e nessuna tregua al nemico. Non temete le centurie dragoniane, esse non potranno operare con quel vento. Non temete né le unità di arcieri del nemico, né le sue armi da lancio a distanza. Anche esse saranno rese inoperative dai vortici. Come vedete, grazie alla strategia che ho studiato, non avrete difficoltà ad operare al meglio. Per questo non ammetto errori di alcun genere. Badate di fare esattamente ciò che vi è stato ordinato; ripeto nessun errore e nessuna iniziativa personale… non ce ne sarà bisogno. Immaginate le peggiori conseguenze per chi non eseguirà gli ordini nella maniera dovuta e sarete comunque lontani da quello che succederà a costoro. –
- Sarai obbedito, Signore dell’Orda – un lungo brivido aveva percorso le schiene di quei nobili dell’Impero. Il tono della voce di Nagash era di quelli che non ammettevano repliche; si capiva che non avrebbe permesso a chicchessia di privarlo dell’onore di quella vittoria.



La notte era ormai iniziata a tempo e la riunione dei comandanti reggimenti degli eserciti centrali dello schieramento umano era in corso da alcuni minuti e re Leandro si rivolgeva ai suoi uomini.
- Non ci dilungheremo nella spiegazione del come, a noi interessano in questo momento le conseguenze. Per cui, l’amico Ydzz e i suoi draghi pensano che i vortici siano pericolosissimi ed in grado di gettare un uomo, o quello che ne resterà, a centinaia di metri di distanza. So che sembra tremendo, ma nessuna paura. Infatti essi pensano anche che quei vortici si muoveranno in una sola direzione una volta lanciati e questo essere monodirezionali, dicono è tutto a nostro esclusivo vantaggio. Dovremo essere pronti a creare corridoi tra le truppe in modo che, una volta individuata la direttrice di questa nuova arma nemica, i vortici di vento passino senza eccessivi danni in quegli spazi dove erano prima le nostre linee che però al momento risulteranno vuoti. Ritengono inoltre che il fronte occupato da queste masse di aria in movimento non possa superare i dieci passi, ma per prudenza invitano a lasciare varchi di trenta passi. Reputano inoltre che la potenza dei vortici, pur se lanciati dalle prime file dello schieramento, si andrà esaurendo entro un duecento, trecento metri al massimo. Avvisano inoltre che, sfortunatamente, per il periodo di attacco dei vortici non potremo contare sull’aiuto dall’alto delle centurie dragoniane, che però verranno schierate a fianco delle unità umane a terra. Non c’è bisogno che dica a veterani come voi di stare alla larga dalle loro asce, ma sarà opportuno che lo diciate a quelli che non li hanno mai visti combattere – una risata generale accolse il consiglio del re. – Ovviamente invitano per gli stessi periodi ad evitare l’uso di armi da lancio comprese le balestre e le catapulte. E questo dimostra, amici miei, come i nostri alleati o siano i soliti pignoli o ci abbiano preso per stupidi. Diciamo che preferiamo pensare alla prima ipotesi – altra risata dell’uditorio. – Quindi, per quanto fin qui detto, crediamo che relativamente a Eagle’s Rock i gruppi familiari che potrebbero essere investiti siano pronti a inserirsi alle spalle di quelli che li affiancano, possibilmente metà degli effettivi a destra, metà a sinistra. Non mugugnate per favore perché, di fronte al raggiungimento dell’obiettivo finale, non sarà un gran danno che le famiglie interessate siano separate per un minimo tempo. Tutti pronti comunque, non appena il pericolo sia passato, a rioccupare le posizioni momentaneamente abbandonate. Per quanto riguarda Pianofelice, tutte le formazioni a tartaruga siano pronte ad azioni diagonali reverse quando investite e trasverse subito dopo. Lo sappiamo per voi il compito sarà il più complicato, ma saprete cavarvela bene. Ne siamo sicuri – uno sguardo di fiducia ai suoi, valse più di mille spiegazioni. – Alla Guardia non diciamo alcunché. Stando a cavallo i movimenti saranno più rapidi, sia in copertura sia nel riassetto. Di nuovo ci raccomandiamo ai nostri montanari. Non è un dramma dividere la famiglia, non sfidate il pericolo, tenete a bada i più giovanoi dal mettersi in mostra contro il vento. Ce ne sarà occasione nel proseguo della battaglia. Forse fin troppa occasione. Capito? Chiaro per tutti quello che bisognerà fare? –
- Ai vostri ordini, maestà. –
- D’accordo, terremo noi sotto controllo i più giovani. –
- La Guardia sa solo obbedire. –

 
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