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Libro Primo "Una strana amicizia" - Capitolo IX - Parte III PDF Stampa E-mail


di Angelo De Silvestri 

Il nemico andava finendo di schierare le sue innumerevoli truppe. Da un reggimento all’altro volavano i pipistrelli a portare messaggi.
Le prime file dell’Orda erano formate per la gran parte di orchi che, come dicevano gli umani e non senza una qualche ragione, erano i soldati più stupidi e potevano essere sacrificati in gran numero senza eccessivi rimorsi.
Non che i soldati usi solo ad obbedire senza porsi alcuna domanda fossero poi i peggiori, erano anzi quelli che ogni comandante avrebbe desiderato avere per svolgere le missioni più pericolose e senza via di uscita. No, non era questo che distingueva gli orchi; era piuttosto l’assoluta incapacità proprio di capire che la missione fosse senza via di uscita o la sua pericolosità. Per loro un ordine era un ordine e andava solo eseguito anche se non aveva senso farlo, anche pena la totale distruzione. Là dove altri reparti, vista l’impossibilità dell’azione, e non per codardia ma per intelligenza, arretravano per preservare combattenti per azioni successive, magari quelle sì decisive, gli orchi non si ponevano il problema e morivano tranquillamente per eseguire l’ordine anche se il più cervellotico.
Con quella loro testa rotonda e i nasi, dalle grandi narici, schiacciati, con quelle orecchie a punta e le zanne al posto dei canini, gli orchi, visti di fronte e dato anche l’uso di camminare molto chini in avanti, potevano somigliare a grossi cinghiali. E come tali apparivano quando caricavano in massa le linee avversarie: null’altro che grossi animali. La loro stupidità era però bilanciata dalla loro temerarietà, dovuta all’ignoranza del pericolo e alla loro feroce aggressività. Molte volte persa la loro arma, magari insieme all’intero braccio, si lanciavano a morsi contro l’avversario. Per questo non ricevevano pietà dagli avversari che continuavano a colpirli fino alla loro morte. A scusante della mancanza di pietà di questi ultimi, senza alcun dubbio la fama, per gli orchi, di essere degli antropofagi, o meglio di banchettare spesso con le carni dei nemici morti. Questo era vero e, a dir tutta la verità, non cercavano loro stessi pietà come non la davano. Completamente coperti di corazze di ferro puntute, avevano una mobilità alquanto limitata. Ma quando si muovevano in massa, era come se si muovesse una intera massa di ferro acuminata, molto difficile da fermare. Armati per lo più di spade lunghe, come lance, asce-alabarda o lance a mazza, si difendevano con scudi di vario materiale, come ferro, cuoio rinforzato o legno. In testa portavano elmi di varia foggia che lasciavano comunque scoperta la faccia, sufficiente da sola ad incutere terrore nei meno saldi. I loro ufficiali portavano corazze su maglie di ferro ed elmi di ferro con punte di ferro ornati da corna di bue.
Le truppe orchesche ricevevano dai loro comandanti ordini non alla voce, bensì da segnali lanciati da corni. Molti, considerato anche che gli orchi soldati erano stati sentiti lanciare solo grugniti e gemiti, affermavano avventatamente che quegli esseri non sapessero comunicare. Xyfs, che li aveva studiati da vicino, considerava questa una stupidaggine dettata dal timore indotto dalle leggende o, per essere clementi, un chiaro esempio di mancanza di conoscenza. Conoscendolo bene, non si poteva dire quale delle due ipotesi fosse ai suoi occhi più colpevole. Assicurava che il loro grugnire era una vera e propria lingua, certo completamente differente da qualsiasi altra mai sentita… ma sicuramente una lingua. Aveva potuto apprezzare, grazie al suo udito molto sensibile, durante alcuni appostamenti notturni come a suoni uguali corrispondessero azioni e situazioni uguali. Quindi, per deduzione, anche gli orchi avevano una lingua. Non era riuscito a decifrarla completamente, questo sì, ma ne aveva una conoscenza… minima ma una conoscenza.


La demoniaca tra le razze che avevano invaso la Terra fin dal passato era la più recente ad essere apparsa sul pianeta e quella sicuramente più dissimile dalla umana. Era di certo la più potente ed intelligente mai avuta a disposizione dall’Impero della Tenebra sul pianeta Terra e probabilmente era stata usata solo in questa fase della conquista e asservimento del pianeta nella presunzione potesse essere l’arma finalmente decisiva. Come i draghi, non avevano pelle in superficie ma tessuto osseo. Rimanendo le fattezze del corpo e sopra tutto della testa di tipo umanoide, la mancanza di pelle faceva assomigliare i principi demoni a scheletri viventi. Come negli orchi, la loro dentatura presentava zanne al posto dei canini. Ma se, a guardare bene, negli orchi potevano essere un elemento che li rendeva sì pericolosi ma anche ridicoli, in loro aumentava l’orrore di chi li vedeva per la prima volta. Braccia e gambe erano di tipo umanoide, ma più lunghe le prime e leggermente più corte le seconde. Alle estremità quelle che dovevano essere dita erano invece degli artigli. Ma, forse, l’elemento più terrificante erano gli occhi incastrati nelle orbite senza ciglia e senza palpebre che li coprissero in qualche maniera.
Questo particolare aveva alimentato la leggenda che i principi demoni non dormissero mai, che nella loro malvagità non avessero mai bisogno di riposare. A sentire Xyfs, invece, i demoni dormivano regolarmente. Aveva appurato che nelle loro pause di sonno restringevano sensibilmente l’iride. L’occhio sembrava inalterato forse, ma subiva comunque una sorta di variazione anche se difficilmente percepibile ad uno non della loro specie. Non potevano essere giustificate altrimenti le fasi in cui, chi circondava altri principi demoni, usasse infinite accortezze come per non disturbare gli altri. Semplice deduzione forse, ma unica spiegazione.
Completamente vestiti di magli e di ferro, indossavano sopra di esse corazze che proteggevano petto e spalle. Erano ornate con figure o facce demoniache. Armati per lo più di asce, mazze ferrate o spade corte non portavano scudi ma ulteriori corazze protettive alla fine degli arti, braccia o gambe. Queste protezioni divenivano vere e proprie armi letali in unione con gli artigli presenti nelle appendici, quando nei corpo a corpo in mischia, privati dell’arma in dotazione da una mossa avversaria, decidevano di farne uso per la propria difesa personale. In testa vestivano elmi ornati di corna di animali di gran misura.

I componenti degli squadroni di cavalleria degli orchi montavano lupi e orsi ed erano armati con sciabole ricurve che si allargavano sensibilmente allontanandosi dall’elsa. Mantenevano gli scudi rotondi della fanteria e gli elmi a cupola. Avevano solo cotte di maglia di ferro con ulteriori protezioni intorno al collo e alle spalle. La cavalleria degli orchi non era considerata molto pericolosa a causa della precarietà del rapporto cavaliere-cavalcatura. Ereditati dai mannari delle altre campagne sulla Terra, gli animali montati non avevano uno stretto rapporto mentale con i loro cavalieri come con i goblin. In passato si era verificato spesso che gli animali, ovviamente non sufficientemente addomesticati dalla incapacità degli orchi, avessero disarcionato e ucciso i loro cavalieri. L’irrequietezza di quelle linee, anche nella situazione attuale, mostrava che la situazione non era affatto cambiata. “Sulla stupidità si può sempre contare” pensò Xyfs.
La cavalleria dei principi demoni montava invece cavalli, anch’essi protetti con armature di ferro come erano protetti da corazze i loro cavalieri. Armati di mazze chiodate e snodate o di spade lunghe e diritte, anche loro come la fanteria non portavano scudi ma grosse protezioni sulle gambe e sulle braccia non armate. Al contrario di quella degli orchi era un corpo militare disciplinato e pericoloso, raccogliendo il meglio della nobiltà demoniaca. Sul campo di battaglia prima dello scontro si mostravano immobili, un tutt’uno con i loro animali. Tale rigidità sembrava quasi presupporre una difficoltà di muoversi in battaglia. Nulla di più errato, era solo il frutto di una disciplina rigidissima e di una preparazione eccezionale. Le loro evoluzioni sul campo erano veramente il frutto di un capolavoro di addestramento militare.

Ciò che sembrava più affascinante nell’Orda della Tenebra erano i disegni sulle insegne dei vari reggimenti.
Le insegne orchesche erano una sorta di gonfaloni. Portavano disegnati gli animali più disparati. Serpenti alati, dragoni fiammeggianti, orsi rampanti, lupi dalle fauci insanguinate e altro simile, con sotto le varie figure un numero che doveva essere il numero del reggimento, mentre le varie forme di animali dovevano avere una qualche affinità dai luoghi di provenienza ripetendosi spesso tra i vari reggimenti.
Le insegne dei principi demoni erano invece degli orifiamma e portavano invariabilmente una testa di demone. Essendo questa sempre la stessa, Xyfs ne aveva dedotto che avrebbe potuto essere un ritratto del loro imperatore. Le uniche varianti che differenziavano i vari orifiamma erano: il colore del panno, che poteva essere quello dei luoghi di provenienza; il numero segnato col sangue sulla fronte della testa di demone, che poteva essere l’identificativo del reggimento; una scritta sul panno, che poteva essere il motto del reggimento stesso.

Il numero dei reggimenti messi in campo dalla Tenebra era innumerevole e logico al solo pensare quanti individui avessero attraversato il Portale Oscuro. Lo schieramento del fronte era però della stessa ampiezza in quanto i terrestri avevano costretto l’avversario al combattimento in un’ampia vallata limitata però dalle alture naturali coperte da una vegetazione molto fitta, in cui non era possibile manovrare, su ambedue i lati. La vallata era un anfiteatro naturale sulle alture alle spalle dell’armata umana erano pronte ad entrare in combattimento le centurie dragoniane.
Per chi avesse potuto vedere la situazione dall’alto, la sproporzione delle forze sarebbe apparsa subito molto chiara. Le riserve terrestri praticamente non esistevano, quelle della Tenebra coprivano il terreno per quasi un chilometro alle spalle dei reggimenti di linea.

 
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