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I Mondi Paralleli di Harry Turtledove PDF Stampa E-mail

 

di L. B. 


Poche persone possono dire di non aver mai rimuginato su come sarebbe la loro vita se avessero fatto scelte diverse in un momento cruciale della loro esistenza.
Nella storia di qualunque individuo esistono uno o più momenti particolarmente significativi nei quali sono state prese delle decisioni determinanti per il futuro; è naturale, quindi, che si torni con il pensiero a quegli attimi, immaginando come si sarebbero svolte le cose comportandosi in maniera differente.
Esiste un genere letterario che parte da una premessa simile: l’ucronìa. Si tratta di racconti fantastici riguardanti determinati periodi storici nei quali eventi e personaggi, realmente accaduti o esistiti, si svolgono e agiscono in maniera diversa da quanto raccontato nei libri di scuola.
Negli Stati Uniti, questo genere narrativo è stato sfruttato moltissimo nel campo dei fumetti.
La Marvel pubblicò per anni una testata chiamata “What If…?”, una serie di racconti ucronici nei quali veniva riscritta la storia ufficiale dei supereroi. Il narratore di queste storie autoconclusive era Uatu “l’Osservatore”, un alieno appartenente ad una razza che segue da lontano l’esistenza delle altre specie senza interferire in alcune modo nelle loro vite, nemmeno in casi straordinari come conflitti mondiali o disastri naturali. Uno dei poteri di Uatu era la capacità di mostrare le realtà alternative.
Fu così che nacquero il famosissimo “E se l’Uomo Ragno si unisse ai Fantastici Quattro?”, lo struggente “E se Bullseye non avesse ucciso Elektra?” e tante altre rivisitazioni del mondo Marvel.
Ancora più affascinate, poi, “L’Era di Apocalisse”, il primo e più famoso crossover ucronico della Marvel legato alla serie X-Men, nel quale veniva immaginata una società dominata dai mutanti, dove gli umani erano destinati allo sterminio perché considerati inferiori. L’evento scatenante? L’uccisione accidentale di un giovanissimo professor Charles Xavier, fondatore degli X-Men, da parte del telepate Legione, tornato indietro nel tempo molti anni prima della formazione della squadra di mutanti più famosa del mondo, l’unico baluardo dell’umanità contro il signore dell’eugenetica Apocalisse.
Nella letteratura, “La svastica sul sole” di Philip Dick, “Fatherland” di Robert Harris e la trilogia di “Occidente” di Mario Farneti sono i romanzi ucronici più conosciuti in Italia ma il vero innovatore di questo genere è il nordamericano Harry Turtledove che nel ciclo di “Invasione” inscerisce un originalissimo elemento di rottura rispetto ai suoi illustri colleghi: gli alieni.
Come nei romanzi di Dick, Harris e Farneti, Invasione prende il via durante la Seconda Guerra Mondiale; Tutledove, però, evita di sfruttare il clichè, ormai usurato, di un Europa dominata da Hitler o Mussolini, vittoriosi sugli alleati. In Invasione, la storia ufficiale viene cambiata dall’arrivo sulla Terra della “Razza” (una razza di conquistatori alieni dalle sembianze di rettili), un fatto che interrompe il conflitto tra l’Asse e gli Alleati, cementando le due fazioni umane contro l’invasore spaziale.
Il successo del ciclo di Tutledove non è dovuto solo al fatto di aver messo lo scambio del binario temporale in mano agli alieni ma alla complessità e allo spessore dei protagonisti di questa tetralogia.
La Razza, un antichissimo popolo di rettili, le cui origini risalgono a centomila anni prima della nascita di Cristo, viene da un sistema solare distante anni luce dalla Terra. La tecnologia degli alieni è più avanzata di quella terrestre; per loro l’atomica, i viaggi interstellari e la cura di alcune gravissime patologie sono routine. La vera differenza tra i due popoli, però, è legata ai differenti ritmi di vita: lenti per gli invasori, frenetici per i terrestri.
Nel corso dei secoli, la Razza ha posto dei limiti etici alla sua crescita: per i rettili, qualsiasi conquista tecnologica, per dirsi tale, deve essere sicura per chi la utilizza e non inquinante.
Discorso agli antipodi per i “Toseviti” (nome con il quale gli alieni indicano gli umani), per i quali la scienza è come andare sul trapezio senza rete: l’importante è il risultato e la velocità con la quale si raggiunge, non i rischi e le possibili conseguenze.
La massima di un autore ignoto dice che “senza il Medio Evo, l’uomo avrebbe raggiunto le stelle almeno 200 anni prima”. Una fortuna per la Razza che gli anni bui abbiano fermato lo sviluppo dell’Europa Occidentale.
Ai tempi in cui i rettili mandarono alcune sonde su Tosev 3 (nome alieno per la Terra) per vedere chi abitava quel mondo, i loro satelliti registrarono le immagini di una società contadina dove i combattenti avevano per protezione “una maglia metallica alquanto rugginosa e lunga fino a metà gamba”, spade e lance per armi e un quadrupede “dall’aria annoiata e distratta” come mezzo di spostamento. Come poteva opporsi quel pianeta di “bruti” ad armi da fuoco, veicoli corazzati e aerei? Domanda senza risposta visto che per programmare un piano di invasione per annettere la Terra al loro Impero, gli alieni avrebbero impiegato quasi 600 anni, il tempo per i Toseviti di passare dagli scontri con le lame alle ricerche sull’atomica.
Probabilmente all’interno della Razza non ci fu mai un Copernico locale a spiegarle che non era l’universo a ruotarle intorno. Nella loro presunzione di essere la specie più potente della galassia, i rettili smisero di monitorare Tosev 3, convinti che quel pianeta avesse lo stesso lento sviluppo tecnologico del loro mondo e degli altri due pianeti appartenenti al loro impero: Halles 1 e Rabotev 2.
Così, per colpa di un errore di valutazione, nel 1942 la Flotta d’Invasione della Razza giunge su Tosev 3, credendo di non trovare nessuna valida opposizione alla conquista. Invece, con stupore degli alieni, dal pianeta blu arrivano segnali radio mentre sulla superficie è in corso una guerra planetaria: il secondo conflitto mondiale.
Proseguire o tornare indietro?
La Razza scende sul pianeta e inizia una sanguinosa guerra con il genere umano.
Nel ciclo di Invasione, Tutledove descriverà un mondo spietato nel quale il primo obiettivo è la salvezza, una salvezza che passa per la creazione della bomba atomica, unico mezzo per capovolgere le sorti della battaglia a favore dei terrestri, anche a costo di un inverno nucleare.
Così, nasceranno insolite amicizie tra tedeschi, russi e americani ma anche un’alleanza tra la comunità ebraica di Varsavia e gli alieni, arrivati in tempo per porre un freno alla “soluzione finale” dei nazisti in Polonia.
La Storia ha preso un’altra direzione.
L’Invasione è appena iniziata…

 

 
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