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di Giovanni "John Hunt" Oro Nella maggior parte dei film epici, come nel "Signore degli anelli" per citarne uno, la guerra, intesa come combattimento di massa, ha un ruolo fondamentale, sia per la drammaticità insita negli scontri che per l'impatto visivo. Anche in questo campo Guerre stellari ha rivoluzionato il genere: i combattimenti dei caccia appaiono realistici perchè Lucas utilizzò come modelli le immagini riprese dagli operatori della Seconda Guerra Mondiale. Gli Stormtrooper con le loro armature bianche sono ormai entrati nell'immaginario collettivo così come gli X-wing e i TIE. In Guerre Stellari assistiamo a tre battaglie terrestri ("La minaccia fantasma", "L'attacco dei cloni" e "L'impero colpisce ancora"), due grandi battaglie spaziali ("La vendetta dei Sith", "Il ritorno dello Jedi"), due battaglie spaziali limitate al solo impiego di caccia ("La minaccia fantasma", "Una nuova speranza") e a due sbarchi in forze su un pianeta (Naboo, Geonosis).
Ne “La minaccia fantasma” contiamo tre eventi bellici importanti: lo sbarco delle truppe della Federazione dei mercanti, la battaglia contro i Gungan e la contemporanea battaglia spaziale tra l'esercito Naboo e le grandi navi della Federazione. La Federazione dei mercanti ha un esercito composto interamente da droidi da battaglia B-1 il cui numero preciso non è conosciuto ma ipotizzabile in parecchie centinaia di migliaia, controllati tutti da una centrale di comando collocata su una nave e armati esclusivamente di blaster (non incorporato nella loro struttura fisica). Non sembrano esistere distinzioni di grado tra i droidi tranne che per gli ufficiali (che presentano contrassegni gialli sulla testa e sulle spalle) e per gli addetti alla sicurezza (contrassegnati in rosso). Completano l'equipaggiamento bellico dell'armata i mezzi corazzati (dal design simile a quello degli odierni carri armati), le piattaforme per lo spiegamento rapido di truppe a terra e le piattaforme monoposto da esplorazione. Viceversa, i Naboo sono un popolo pacifico; le forze di sicurezza sono ridotte a una decina di migliaia di uomini sparsi sul pianeta e così suddivise: guardie di palazzo (soldati altamente addestrati e schierati a protezione del palazzo reale), ufficiali di sicurezza (circa un migliaio, rappresentano l'elite delle forze armate di Naboo; assumono il comando degli altri reparti in caso di combattimento), guardie di sicurezza (l'equivalente della fanteria regolare) e piloti da caccia (addestrati a pilotare i caccia N-1). Inoltre le forze Naboo sono dotate soltanto di speeder leggeri, nulla che possa contrastare i mezzi pesanti della federazione Al contrario, i Gungan dispongono di un grande esercito il cui armamento principale è costituito da sfere di energia plasmatica di varie dimensioni (booma), che vengono scagliate contro il nemico. Oltre ai booma sono dotati di generatori di scudi che installano sulle groppe dei fambaa (potenti rettili erbivori ideali per il trasporto di pesanti carichi) e di scudi difensivi personali. La forza militare Gungan è suddivisa in reparti guidati da generali ed è così composta: fanteria (denominata MilitiaGuns compone il grosso delle forze), fanteria di elite (composta dalle Guardie Gungan), cavalleria (a cavallo dei kaadu) "La minaccia fantasma" può essere suddiviso in parti e analizzato utilizzando proprio gli scontri bellici. Un primo momento riguarda il blocco che le astronavi della Federazione impongono al pianeta; dalle immagini non si può dedurre molto ma il pianeta è completamente circondato. Il numero eccessivo delle navi potrebbe suggerire la possibilità di un'invasione. Il secondo momento è lo sbarco vero e proprio: i droidi, con l'utilizzo delle piattaforme denominate C-9979, vengono sbarcati sulla superficie del pianeta. Nel film non c'è traccia di un fuoco di copertura da parte nelle navi in orbita, anche se è lecito ipotizzare che le piattaforme non siano state lasciate prive di difesa. Lo sbarco nella foresta fa supporre che i droidi scendano su ampie zone del pianeta per assicurarsene il controllo in tempi rapidi e che, di conseguenza, sguinzaglino pattuglie di esploratori per controllare la zona circostante, come si vede dal primo incontro con Jar Jar. Successivamente Lucas ci mostra una panoramica di una lunga colonna di uomini e mezzi che si dirige verso la capitale Theed. La massa procede ordinatamente, ma più che un esercito di invasione sembra impegnato in una parata: la resistenza è stata nulla, probabilmente al di la delle più rosee aspettative di Nute Gunray. Il terzo momento è la battaglia terrestre principale, quella che oppone i Gungan alla Federazione. In realtà i Gungan sono semplicemente un diversivo volto ad attirare l'attenzione dei nemici e consentire alla regina e alla resistenza Naboo di assaltare il palazzo e arrestare il viceré, e ai piloti di distruggere il centro comando dei droidi nell'unica nave rimasta in orbita. Una panoramica del terreno dello scontro permette di vedere l'intero esercito Gungan (circa diecimila soldati) che si schiera in formazione serrata, si tiene al riparo dei grandi scudi e rimane in attesa. L'esercito della Federazione apre lo scontro utilizzando i mezzi corazzati la cui artiglieria si infrange, senza ottenere alcun risultato, contro gli scudi. Vista l'inutilità dell'attacco, dispiega immediatamente i droidi, apparentemente un paio di decine di migliaia, supposizione corroborata dai volti impressionati dei Gungan. I droidi avanzano a loro volta a ranghi serrati e a passo cadenzato (in perfetto stile napoleonico), oltrepassano lo scudo e aprono il fuoco contro i Gungan che rispondono lanciando le booma tramite propulsori o catapulte. Le booma e gli staffili della cavalleria (armi in grado di dare una scossa elettrica), appaiono le uniche armi dell’esercito Gungan. Nonostante l’evidente disparità di forze, i Gungan riescono a tenere a bada gli avversari finché la scomparsa del loro scudo difensivo, dovuta al collasso dei generatori, rompe l’equilibrio, consentendo ai mezzi corazzati nemici di avanzare. Nella battaglia spaziale, invece, appare evidente la superiorità dei caccia di Naboo che, pur in numero esiguo, riescono a resistere e a non farsi abbattere dai droidi caccia e dall'antiaerea della Federazione dei mercanti; superiorità che comunque non consente ai Naboo di avvicinarsi all'astronave comando. Più che al merito dei piloti Naboo, sicuramente ben addestrati, la colpa dell’incapacità offensiva della Federazione si può ascrivere ad una cattiva programmazione dei droidi; ipotesi confermata dai successivi film che mostrano un aumento del loro potere distruttivo. Alla fine è il piccolo Anakin che riesce a penetrare nella nave e a distruggerla insieme al centro comando droidi, sconfiggendo la Federazione e riportando la pace su Naboo. Appare indubbio che gli schieramenti delle truppe sono stati scelti per motivi meramente coreografici, nessun esercito moderno degno di questo nome si disporrebbe a ranghi serrati nel bel mezzo di una pianura. Peraltro i Gungan sono dotati di armamenti obsoleti e l'unico loro vero vantaggio, contro un nemico che li supera in numero e mezzi, è dato dal generatore di scudi che impedisce all'artiglieria avversaria di spazzarli via in brevissimo tempo. Dato il contesto tattico, il comportamento dei droidi appare corretto. Al sicuro dai colpi nemici (lo scudo dei Gungan funziona ovviamente nelle due direzioni) possono avanzare a ranghi serrati per poi, una volta superato lo scudo, vomitare una valanga di fuoco sugli avversari. Non disponendo di una mappa del territorio, non abbiamo la certezza che l'assalto frontale sia l'unica opzione possibile: i droidi potrebbero sempre aggirare l’esercito avversario. Per la battaglia spaziale si parla, invece, di analogie tra l’attacco dei caccia Naboo alla nave della Federazione e la distruzione della morte nera in “Una nuova speranza”: un pugno di uomini dotati di mezzi tecnicamente superiori riesce a superare le difese e il protagonista, con l'aiuto della Forza, elimina il nemico. Ma a un esame approfondito questa tesi non regge. Nel primo film Tarkin non lancia tutte, o quasi, le squadriglie di TIE contro i Ribelli mentre la Federazione dei mercanti apparentemente lo fa; Luke distrugge la morte nera seguendo, con l’aiuto della Forza, i suggerimenti di Obi Wan mentre la vittoria di Anakin è frutto di un tiro fortunato (il caccia è casualmente ruotato nella direzione giusta). E non parla a favore dei progettisti della nave il fatto che basti lanciare un siluro all'interno per farla saltare in aria. In ogni caso, la nave viene distrutta e i droidi, trionfanti nella battaglia terrestre, cessano ogni combattimento regalando la vittoria ai buoni. In conclusione, si può osservare che le sorti della battaglia sono state decise dalla fortuna per i Naboo/Gungan e dall’accentramento del comando dei droidi su una sola nave per la Federazione dei mercanti.
“L’attacco dei cloni”, come l’altro film intermedio “L’impero colpisce ancora”, presenta un unica battaglia terrestre. Non c’è la Federazione dei mercanti a contrapporsi ai Naboo, ma una lega, i Separatisti, che si oppone all’intera Repubblica Galattica schierando in campo, secondo i dati ufficiali: un milione di droidi B-1, ovvero gli stessi de “La minaccia fantasma”, centomila dei nuovi droidi B-2, tremila droidekas e venticinquemila droidi mezzi corazzati e un numero ignoto, ma comunque ingente, di milizie geonosiane. I droidi di modello B-1 non vengono più controllati da una sola nave, come nella battaglia contro i Gungan, il che rende l’esercito più forte e meno vulnerabile ma sono i droidi B-2 una delle effettive novità: più grandi dei loro predecessori, sono corazzati e dotati di due blaster inseriti nel braccio. Aumenta anche il numero dei mezzi da combattimento come gli spider droids, che dovrebbero fornire un appoggio d'artiglieria ravvicinata e i droidi hailfire che forniscono copertura aerea e fungono da batterie lanciarazzi (la fonte di ispirazione è probabilmente il lanciarazzi russo katyuscha, mentre il design potrebbe essersi ispirato a un prototipo di mezzo corazzato russo del 1914). La Repubblica schiera invece duecentododici Jedi (nell’arena di Geonosis ne muoiono centosettantanove), centonovantaduemila cloni e cinquemila mezzi. L'addestramento dei cloni ci viene mostrato quando Obi Wan si reca su Kamino: in realtà vediamo ben poco: cloni bambini che studiano al computer, cloni adulti che mangiano, cloni a cui vengono consegnate le armature e, infine, i movimenti in ordine chiuso su quella che sembra una piazza d'armi. Possiamo supporre che, comunque, l’addestramento al combattimento gli venga impartito in sale apposite che non vengono mostrate. Sui cloni apprendiamo che "pensano in maniera creativa" e che questo li rende superiori ai droidi, perché, nonostante siano condizionati all'obbedienza, in combattimento sono in grado di cambiare posizione e di reagire agli stimoli esterni e ai pericoli, a differenza dei droidi che sono condizionati dalla loro programmazione. Con i cloni vediamo l'esordio di uno dei simboli più noti della saga: i soldati in armatura bianca. In questo film l’armatura appare indubbiamente diversa da quella che indosseranno gli stormtrooper nella vecchia trilogia, tuttavia le somiglianze sono evidenti anche all'occhio più inesperto. I cloni indossano un’armatura completa e un casco che dobbiamo supporre dotato di vari sensori di rilevamento, l’armamento è composto da blaster e da vari tipi di granate, mentre nella cintura portano un kit medico e un rampino. Geonosis è un pianeta desertico, con alte montagne e profondi canyon, il campo di battaglia tuttavia è una pianura circondata dalle montagne alveare dei Geonosiani, terreno ideale per lo scontro, come effettivamente sarà. La prima fase della battaglia si apre con lo scontro tra i Jedi e i droidi nell'arena di Geonosis. Dato l’esiguo numero, i Jedi non sono in grado di resistere e ben presto i pochi superstiti si trovano circondati al centro dell'arena e in procinto di essere uccisi. L’arrivo dell’esercito repubblicano, oltre a salvarli, cambia le sorti della battaglia. I cloni attaccano dalle cannoniere repubblicane e in pochi minuti riescono ad aprire un varco e a liberare i Jedi; nel frattempo il grosso dei cloni sta sbarcando poco lontano e si sta gettando sui nemici, colti completamente di sorpresa. I Jedi superstiti vengono posti al comando di unità composte da una dozzina di uomini delle "squadre speciali", con il probabile scopo di fungere da forza d'urto nei punti critici del fronte. Anche qui come ne “La minaccia fantasma” la tattica sembra assente: si assiste a un classico assalto frontale e le direttive di Yoda, che funge da comandante in campo, sono limitate alla direzione dell'artiglieria. I cloni avanzano protetti dai mezzi corazzati e la Repubblica sembra avere il completo controllo aereo della zona (le cannoniere colpiscono, praticamente indisturbate, le navi separatiste in partenza). La sconfitta delle forze separatiste sembra dovuta a una superiorità tecnica degli armamenti nemici, in altri termini l'esercitò di quantità (i droidi), perde contro l'esercito di qualità (i cloni). I separatisti non sembrano aver appreso la lezione dal momento che, anche nelle successive fasi di guerra, continueranno a prediligere l’esercito droide. I droidi comunque riescono a coprire la fuga dei capi separatisti che non vengono catturati. Sul piano militare è una vittoria schiacciante per la Repubblica che raggiunge lo scopo di neutralizzare le fonderie di Geonosis. Purtroppo, la mancata cattura dei vertici separatisti, permette che la guerra continui. Proprio questo motivo si può definire la battaglia di Geonosis come una vittoria di Pirro.
L'ultimo film della nuova trilogia, “La Vendetta dei Sith” presenta sul piano militare tre importanti eventi: la battaglia spaziale sopra Coruscant, la battaglia su Kashyyyk e l'esecuzione dell'ordine 66. Sulla battaglia spaziale non è possibile fare nessuna analisi tattica: le navi si affrontano a distanza ravvicinata e con ampio profluvio di caccia e mezzi d'appoggio, lo scopo fondamentale delle navi della Repubblica sembra essere soltanto quello di coprire Obi Wan e Anakin mentre cercano di salvare Palpatine. Prima di proseguire occorre chiarire il ruolo e le funzioni svolte dai Jedi nella guerra: i Jedi vengono chiamati Generali e dovrebbero assumere il comando delle truppe, cosa che non fanno. La flotta repubblicana su Coruscant è comandata da Obi Wan e Anakin, ma nessuno dei due dirige o impartisce ordini alle navi; la stessa cosa si verifica per gli scontri a terra. Il vero comando sembra essere nelle mani dei Comandanti Cloni e i Jedi sono più destinati ad azioni di commando o come unità d'urto che a guidare effettivamente le truppe in battaglia. Nella campagna di Kashyyyk i cloni sono affiancati dalla milizia wookiee. Dal poco che si può vedere del combattimento, sembra si tratti di una trappola contro i droidi nemici. La prima linea (ben visibile) è formata da Wookiee che si riparano dietro delle trincee. Non appena i droidi sbarcano sulla superficie, i cloni, nascosti tra i rami degli immensi alberi, iniziano a tempestarli di colpi mentre i Wookiee forniscono supporto aereo con i loro mezzi. Dalle successive immagini si deduce che i veicoli corazzati entrano in campo attaccando la testa di sbarco nemica. Sull'esito ultimo dello scontro non si può dire nulla, non sappiamo se la vittoria è ottenuta sul campo o in seguito alla disattivazione dei droidi. Il pregio di questa battaglia è di scostarsi dallo stile napoleonico delle precedenti e di mostrare qualcosa di nuovo. Durante l'esecuzione dell'Ordine 66 non si vedono vere e proprie battaglie: ci vengono mostrate soltanto le uccisioni dei Jedi. L'unico posto in cui è perfettamente visibile un combattimento è su Mygeeto dove viene ucciso Ki-Adi Mundi; qui le immagini inquadrano i cloni che avanzano supportati dai mezzi pesanti. Anche l'attacco al Tempio Jedi non è mostrato per intero: le inquadrature si limitano all'arrivo dei cloni in colonna (ennesimo richiamo allo stile napoleonico) e ad alcuni combattimenti all'interno con i Jedi colpiti da tre o quattro cloni ognuno , ma è lecito supporre che l’assalto venga appoggiato con mezzi aerei a giudicare dalle fiamme che si sprigionano dal tetto dell’edificio. In conclusione la nuova trilogia, pur fornendo a livello visivo il meglio che la tecnologia può offrire, pone eccessivamente l’accento sull’aspetto coreografico delle battaglie senza riuscire a esprimersi in maniera realistica. A differenza della nuova, nella vecchia trilogia non ci sono combattimenti che coinvolgono interi eserciti tuttavia è comunque possibile effettuare un’analisi delle battaglie.
Iniziamo da “Una nuova speranza”. Il film si apre con uno scontro tra due navi, la piccola Tantive IV e il gigantesco Star Destroyer Imperiale Devastator. Quello che ci interessa in questo caso non è lo scontro in sé (quella rappresentata non è una vera e propria battaglia) ma le procedure militari imperiali. Dall’esame delle immagini si può dedurre che il sistema usato per catturare le navi non prevede l’impiego di caccia bensì di batterie medie con le quali il bersaglio viene preventivamente colpito, seguito dall’utilizzo del raggio traente con il quale il bersaglio viene agganciato e trascinato nella baia d’attracco dove viene bloccato tramite morse. A questo punto si può immaginare l’uso di un condotto pneumatico pressurizzato che consente il passaggio da una nave all'altra. Durante l'arrembaggio vero e proprio, si vedono per la prima volta gli stormtrooper (truppe d’assalto nella traduzione italiana), uno dei simboli più noti dell'universo starwarsiano. L’origine del nome stormtrooper, sia nel significato che nella fonetica, si rinviene nelle sturmtruppen tedesche, i nuclei d'assalto della fanteria tedesca durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale (e non i comicissimi soldati delle strisce dell'immenso Bonvi): si tratta cioè di un corpo d'elite che viene impiegato per le operazioni che richiedono un certo tipo di impegno. La loro presenza implica necessariamente l'esistenza di una classe di soldati "normali" che formano il grosso delle forze armate imperiali, soldati che, comunque, non compaiono mai nei film. Gli stormtrooper sono dotati di armatura completa ed equipaggiati con un casco che copre loro il volto e che, come per i clonetrooper, deve essere dotato di una serie di gadget che danno al soldato un vantaggio in combattimento, altrimenti sarebbe davvero controproducente indossarlo. L'armamento è composto da un blaster corto, da alcuni tipi di blaster lungo (i blaster sono probabilmente l'arma di squadra e hanno quindi una funzione analoga a quella delle moderne mitragliatrici pesanti) e da un detonatore termico che i trooper portano agganciato alla cintura. Non è chiaro il modo in cui vengono distinti i gradi degli storm, almeno per quanto riguarda quelli imbarcati sulle navi stellari e sulla morte nera; i soldati di terra (che vediamo su Tatooine) hanno il grado evidenziato da spallacci colorati I soldati “ribelli” (li vediamo sempre sulla Tantive IV) hanno un equipaggiamento leggero, non hanno armatura e portano solo un elmetto e un blaster leggero. Ho messo volutamente la parola ribelli tra virgolette perchè credo sia giusto fare alcune considerazioni. Questi soldati sono comunemente noti come Rebel Fleet Trooper (che si può tradurre in: soldati della flotta ribelle) ma, a mio parere, almeno quelli che compaiono a bordo della Tantive IV, dovrebbero essere ribattezzati: soldati di Alderaan. La nave, infatti, (come fa notare il capitano Antilles prima di essere strangolato da Darth Vader), è una nave consolare in missione diplomatica, il che, fa pensare, che le forze di sicurezza appartengano appunto al pianeta di origine della principessa Leia: Alderaan. Partendo da questa considerazione si può, di conseguenza, farne un’altra: se le uniformi indossate dai soldati di Alderaan sono le stesse dei soldati di Yavin IV, ciò significa che Alderaan fornisce armi e armamenti all'Alleanza ribelle e presumibilmente anche addestramento. Se così è, non è vero che Alderaan è un pianeta pacifico e disarmato come afferma Leia. Se a questo si aggiunge il fatto che la principessa mente volutamente dicendo che la base ribelle ricercata dagli imperiali è su Dantooine (non dimentichiamo che Dantooine è un pianeta abitato), ciò vuol dire che la donna, coscientemente, incita alla distruzione di un altro pianeta e dei suoi abitanti pur di salvare il proprio (presumibilmente il maggior fornitore di armi all'Alleanza). A questo punto non è più difficile sostenere che gli eroi dell'Alleanza non sono senza macchia come si vuol far credere. Non ci sono rilievi da fare sul combattimento a bordo della Tantive IV: gli stormtrooper sono estremamente efficienti, in pochi minuti hanno la meglio sui ribelli e si impadroniscono della nave. La morte nera è l’altro grande simbolo di questa saga: arma di distruzione di massa per antonomasia, è dotata di un laser in grado di distruggere un intero pianeta. E’ un’arma terrificante, è stata studiata per mantenere l’ordine nella galassia tramite la paura, progetto che sarebbe riuscito dopo la distruzione di Alderaan, se la stazione non fosse stata distrutta su Yavin IV. Questo fatto ha trasformato la morte nera in un’arma che si è ritorta contro lo stesso Impero, fornendo all'Alleanza nuove reclute e dandole un’incredibile opportunità di propaganda. La presenza di migliaia di Stormtrooper a bordo (e di vari mezzi come si evince dai dati ufficiali) indica che la stazione è stata pensata anche per consentire sbarchi sulla superficie di un pianeta. Passiamo ora a esaminare la battaglia di Yavin IV. Non è difficile notare come quest’ultima e la battaglia spaziale di Naboo de “La minaccia fantasma” si assomiglino. In entrambe i buoni attaccano la base nemica (simile anche nella forma: è sferica la morte nera, è ugualmente sferico il modulo centrale della nave della federazione dei mercanti) e riescono a distruggerla solo grazie all'aiuto della Forza (anche se per il prequel la definirei più fortuna sfacciata). Nel caso della morte nera il punto debole è costituito da una piccola luce di scarico termico situato alla fine di un canalone e sorvegliato da possenti batterie antiaeree. I ribelli attaccano utilizzando due differenti modelli di caccia: gli X-wing che sono caccia nel senso proprio del termine, e gli Y-wing che sono dei cacciabombardieri; di contro l'Impero schiera i TIE/In che sono più veloci e manovrabili della controparte ribelle ma non hanno scudi deflettori, e un TIE advanced pilotato da Darth Vader. Tatticamente sia gli imperiali che i ribelli usano la formazione a tre (un capovolo e due gregari) utilizzata dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale. Il piano d'attaccco dei ribelli è piuttosto semplice: a turno, mentre le altre coprono l'azione, una squadriglia si getta nel canalone e cerca di centrare l’obiettivo. E’ a questo punto che Tarkin, il comandante della stazione, compie il più grande errore possibile, non lanciando i caccia a disposizione della morte nera (settemila secondo i dati ufficiali) ma limitandosi a utilizzare quelli di pattuglia all'esterno. E’ fuor di dubbio che se l’ufficiale imperiale avesse utilizzato tutti i mezzi a sua disposizione, la cinquantina di caccia ribelli sarebbe stata cancellata dal cielo in pochi minuti. Il motivo dell'errore è semplice: Tarkin è troppo sicuro dell'invulnerabilità della stazione e sottovaluta il nemico, compiendo il più classico degli errori dei comandanti in guerra. I ribelli cercano di infilarsi nel canalone e colpire la luce di scarico, ma tutti i tentativi vengono frustrati prima dall'artiglieria e poi dai caccia di Vader. Quando arriva il suo turno, Luke, coperto da Wedge e Biggs, entra nel canalone e inizia la corsa al bersaglio ma viene ostacolato da Vader che distrugge il caccia di Biggs e costringe Wedge alla fuga. E’ solo con l’aiuto di Han (che gli salva la vita e lo protegge da Vader dandogli tutto il tempo di lanciare il siluro) e grazie alla Forza che Luke riesce a centrare il bersaglio e a distruggere la stazione in tempo utile. Il motivo della sconfitta imperiale a questo punto appare evidente: l'eccessiva arroganza di Tarkin che lo porta a sottovalutare il nemico e a non utilizzare appieno tutte le risorse che aveva a disposizione.
Ne “L’impero colpisce ancora” (il film migliore della saga a mio parere) c'è solo uno scontro: la battaglia terrestre sul pianeta ghiacciato di Hoth. Dopo la distruzione della morte nera la ribellione si è fatta più forte; la flotta imperiale, decisa a darle una caccia spietata, lancia sonde ovunque. Ed è proprio una di queste a scovare la base ribelle su Hoth informando Lord Vader a bordo della sua nuova nave, l'immenso Super Star Destroyer Executor. I ribelli, scoperta la sonda, decidono immediatamente di evacuare il pianeta ma, mentre fervono i preparativi, arriva la flotta imperiale. L’ammiraglio Ozzell porta le navi imperiali troppo vicino al pianeta, facendo scoprire l’attacco e finendo a tiro della principale arma difensiva ribelle: il cannone ionico, che disabilita i sistemi energetici della nave consentendo ad alcuni trasporti di passare. Vader ordina lo sbarco che viene affidato al generale Veers. Per far fronte all’attacco, i ribelli si posizionano in lunghe trincee scavate nella neve, difese da pezzi di artiglieria montati su torrette e landspeeder. Gli imperiali schierano, come mezzi principali, gli AT-AT appoggiati dagli AT-ST. Gli AT-AT sono mezzi corazzati da trasporto dotati di quattro zampe (infatti nella versione italiana vengono chiamati quadropodi), possono trasportare 50 uomini e sono armati con pesanti turbolaser, mentre gli AT-ST sono piccoli, bipedi e armati con blaster più leggeri. E’ qui che si rivela il principale difetto nella strategia imperiale: la mancanza di mezzi in grado di fornire una protezione agli AT-AT che sono molto vulnerabili se attaccati alle gambe. Ed è proprio in questo modo, avvolgendo un cavo intorno alle lunghe gambe, che i ribelli, grazie all’uso dei landspeeder, riescono a rallentarli. Anche se nelle scene non compaiono, si deve immaginare che i mezzi imperiali facciano scendere i soldati; infatti poco dopo li vediamo penetrare all’interno della base. La battaglia termina con una vittoria imperiale non priva di ombre: la mancanza del supporto suddetto ha causato la perdita di diversi AT-AT e, di conseguenza, ha tolto incisività all’attacco incapace, a quel punto, di bloccare l’evacuazione ribelle. Uno sbarco ausiliario avrebbe raggiunto questo obbiettivo mentre si è invece ottenuto di distruggere il principale centro di comando della ribellione.
E ahimé, nella nostra analisi siamo arrivati al "Ritorno dello Jedi", ahimé perchè nell'ultimo film si consuma un atto che, a mio parere, rappresenta uno dei punti più bassi della saga, ovvero la sconfitta imperiale ad opera degli Ewoks. Ora, non è che io discuta la sconfitta imperiale, è solo che sarebbe stato meglio se non fosse avvenuta a opera di una banda di orsi di peluche. Avrei di gran lunga preferito che realizzassero la prima versione, quella in cui dovevano essere i Wookiee a sconfiggere gli imperiali, invece si è optato per una sessione più infantile, coprendo il tutto con la foglia di fico della natura che sconfigge la tecnologia. Peraltro storicamente i popoli primitivi hanno sconfitto le potenze industriali solo in presenza di due fattori: errori dei comandanti e superiorità numerica; qui assistiamo solo ad uno dei due e cioè gli errori dei comandanti. L'Impero sta costruendo una nuova morte nera nell'orbita di Endor e la stazione è protetta da uno scudo che viene generato direttamente dall'energia estratta dalla luna. La ribellione, consapevole della minaccia che la stazione rappresenta, decide di lanciare un massiccio attacco utilizzando l'intera flotta contro la morte nera allo scopo di distruggerla, possibilmente nel momento in cui l'imperatore vi si trova a bordo. Perché accada ciò, occorre che il turbolaser gigante della stazione non sia operativo e, soprattutto, che lo scudo sia disattivato; a questo scopo viene inviato sulla luna un commando. Una volta disattivato lo scudo che protegge la stazione spaziale, la flotta ribelle, uscita improvvisamente dall’iperspazio, provvederà a distruggerla. Ciò che i ribelli ignorano è che le informazioni in loro possesso sono state fatte trapelare appositamente dall'Imperatore e che la flotta imperiale è in agguato su lato opposto del sistema. Sulla luna il commando stringe un alleanza con i primitivi nativi locali, gli Ewoks che sono armati solo di lance, archi, catapulte e alianti, mentre l’impero ha schierato una intera legione delle migliori truppe dell'imperatore supportate dai mezzi pesanti. Il Commando ribelle deve penetrare all'interno di un bunker e disattivare lo scudo; grazie a un azione diversiva riesce nell’intento ma, prima che possa adempiere al suo compito, i suoi membri vengono catturati. E’ proprio in quel momento che gli Ewoks attaccano. Da quello che ci mostrano le immagini si nota che gli Ewoks sono pochi, forse cinquecento (a voler essere generosi) mentre gli imperiali sono probabilmente diverse migliaia. Tralascio le scene in cui gli stormtrooper in armatura cadono uccisi da frecce che non vengono fermate dalle armature e mi concentro solo sui fatti tattici. Gli Imperiali si disperdono inseguendo gli Ewoks in fuga e questo fa sì che cadano facilmente preda degli altri EwokS, pronti in agguato, che riescono a eliminarli. Grazie all’aiuto dei piccoli orsetti, i ribelli penetrano nel bunker e lo fanno esplodere disabilitando lo scudo; nel frattempo la flotta ribelle, giunta in prossimità di Endor, non solo ha trovato lo scudo ancora attivo ma anche la flotta imperiale ad attenderla. Ma anche in questo caso, come già accaduto nella battaglia di Yavin IV, il comandante imperiale (l’Imperatore stesso) impartisce l’ordine che condanna l’impero alla sconfitta: trattiene le navi imperiali dall’attaccare direttamente la flotta ribelle, lasciando l’incombenza ai soli caccia. Se avesse spiegato tutta la potenza di fuoco delle navi, unitamente al raggio laser della morte nera perfettamente funzionante, avrebbe definitivamente annientato la ribellione. Invece, a causa della sua ostinazione nel voler portare Luke al lato oscuro della Forza, viene sconfitto. Infatti, come lo scudo viene disabilitato, i mezzi ribelli penetrano all'interno della struttura della morte nera e fanno esplodere il nucleo, distruggendo la stazione. Per concludere: l’Impero aveva i mezzi e gli uomini per poter vincere la battaglia e, di conseguenza, la guerra contro la ribellione ma la superbia del suo Imperatore ha vanificato tutto.
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